Il Comune usa il termine capofamiglia per entrare al cimitero, "Figura soppressa"

La Consigliera di Parità alla Città Metropolitana Mariella Crisafulli e il Comitato interno all'Ordine degli Avvocati hanno richiesto all'amministrazione De Luca l'immediata modifica

Mariella Crisafulli, consigliera di Parità

Abolire la figura del "capofamiglia" per gli ingressi nei cimiteri. Sono critiche all'amministrazione comunale. La Consigliera di Parità Mariella Crisafulli ha scritto al sindaco De Luca e all'assessore alle Pari Opportunità Carlotta Previti: "Ho letto dalla stampa che l’accesso al cimitero di Messina, è disciplinato dalla lettera del cognome del capofamiglia: una parola che ci riporta indietro di oltre 40 anni, un concetto di altri tempi, quando l’Italia rispettava ancora la norma contenuta nell’art. 144 del Codice civile, che prevedeva il ruolo di capofamiglia e lo attribuiva al marito. Come sappiamo la norma è stata abrogata dalla legge 19 maggio 1975, n. 151 con la Riforma del diritto di Famiglia. Mentre in primo tempo la qualifica di capofamiglia era stata mantenuta ai soli fini anagrafici, è stata definitivamente soppressa nel lontano 1989 con il DPR 30 maggio, n.223. Continuare ad usare la parola capofamiglia - prosegue la Crisafulli - pertanto, attraverso i documenti ufficiali di una amministrazione, comunicandolo poi alle masse tramite i mezzi di informazione, ci mette davanti all’evidenza che, a parte i cambiamenti del codice civile, non si tiene in considerazione l’evoluzione della società. Come Consigliera di parità della Città Metropolitana di Messina, quale figura istituzionale di promozione delle pari opportunità, di contrasto alle discriminazioni di genere, non posso non rilevare che la parità di genere passi anche attraverso il linguaggio che deve riconoscere, ma anche creare le condizioni di un cambiamento sul piano culturale e sociale. Auspicherei per il futuro una maggiore attenzione nelle varie forme di comunicazione, che deve essere attenta, corretta e consapevole, utilizzando termini inclusivi che non facciano cadere negli stereotipi".

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 Il Comitato Pari Opportunità, istituito presso l’Ordine degli Avvocati di Messina, nella nota della presidente Concetta Miasi e del segretario Luigi Giacobbe, leggendo le segnalazioni di colleghi e colleghe nonché di alcuni concittadini e concittadine, ha richiesto l'eliminazione del "capofamiglia" "Tale termine, ormai desueto - scrivono - non rappresenta più il “vertice” del nucleo familiare ed è stato formalmente abolito dalla legge di riforma del diritto di famiglia nonché dalla legislazione in materia intervenuta successivamente. Anche nel regolamento anagrafico approvato con DPR n. 223 del 30 maggio 1989, agli artt. 6 e 21  è previsto che  nella scheda anagrafica comunale venga inserita la dicitura “il responsabile delle dichiarazioni anagrafiche” o “l'intestatario della scheda di famiglia”, eliminando  del tutto il concetto di capofamiglia.  A ciò si aggiunga che la normativa vigente nonchè la società civile oggi riconoscono molteplici modelli “Famiglie”. Confidiamo nella Sua grande sensibilità e, nell’attuare la modifica, suggeriamo di inserire, in alternativa  quale criterio per regolamentare le modalità di ingresso “l’iniziale del cognome di chi si presenta”. 

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