Peste, colera, Spagnola e Coronavirus: Messina e la storia delle epidemie dal 1347 all'Asiatica del 1970

Con l'amante di Storia Patria Marco Grassi siamo andati indietro nel tempo per risalire ai rapporti tra la provincia e le patologie contagiose. Curiosità e aneddoti religiosi tra virus arrivati via mare e tradizioni cristiane nate dalle catastrofi sanitarie

Voti dei messinesi alla Santissima Vergine della Lettera l'otto luglio 1837 per essere protetti dal colera Stampa da incisione di Tommaso Aloysio Juvarra, invenzione e disegno di Michele Panebianco 

Quelli nati dopo il 1970 non hanno mai conosciuto, vissuto e visto epidemie del genere. Ma la storia messinese legata a pandemie europee e mondiali non manca di ricordi, di vittime e dolore. Con l'amante di Storia Patria Marco Grassi siamo andati indietro nel tempo per cercare di focalizzare se il coronavirus 2020, localizzando i fatti sulla nostra provincia, abbia avuto degli antenati e con quali effetti. 

"La città dello Stretto non è stata mai esente da epidemie rileggendo la storia - dichiara in apertura Grassi - anzi a volte il focolaio principale fu proprio Messina, per esempio la grande epidemia del 1347 che sconvolse l'intera Europa partì proprio dalla nostra città, in quell'occasione i messinesi si rivolsero alla Vergine della Scala, alla Badiazza, Tavola prodigiosa che fu portata per le vie della città e che oggi si conserva nella Chiesa dell'Annunziata dei Catalani". Messina da sempre è stata una città portuale e quindi soggetta ad accogliere virus particolari. "Un porto al centro del Mediterraneo - risponde lo Storico - già da epoca medievale nella Zona Falcata era stato eretto un lazzaretto dove le navi sospette rimanevano in quarantena ma il lazzaretto non servì a reprimere la grande epidemia di peste del 1743 che medici e amministratori del tempo riuscirono a contenere anche se le vittime furono tantissime solo nella nostra città, il resto della Sicilia riuscì a evitare il peggio, la peste finì ufficialmente il 5 ottobre del 1745, giorno di San Placido, giorno in cui i messinesi ricordano la liberazione dalla peste proprio per intercessione del Santo".

Gravi casi di epidemia ci furono pure nell'Ottocento a causa del colera, tra i i più terribili quello di fine secolo. "Vide figure di spicco per il bene di Messina come l'arcivescovo Giuseppe Guarino, cardinale, che fu decorato di medaglia d'argento al Valore Civile dal Regno d'Italia, ricordiamo che era una fase storica in cui lo Stato aveva chiuso i rapporti con la Chiesa - afferma Grassi - fu un fatto eclatante allora, nel Novecento ricordiamo che Messina come tutta Europa fu colpita dalla Spagnola che in questo caso provocò tantissime vittime tra i bambini, nella storia delle nostre famiglie ci saranno coloro che tra il 1918 e il 1920 persero la vita, infine nel 1970 l'influenza asiatica che colpì in tutta Italia e in Europa come ben documentato da un filmato della Settimana Incom, certo allora senza i social c'era una tranquillità oggi sconosciuta, 40 anni fa nonostante migliaia di vittime non si registrò un allarmismo diffuso, confidiamo adesso nella Scienza e nella Fede". 

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