Senso civico o senso cinico? Divide la segnalazione whatsapp annunciata da De Luca

Uno strumento in realtà già usato in altre città rischia di trasformare Messina in una guerriglia ma anche di deludere chi crede nella sua efficacia. Ecco perchè

Denunciare in diretta incuria, disservizi, dalle buche stradali ai rifiuti abbandonati, ma anche auto in doppia fila o situazioni di pericolo. Dall’Olanda agli Stati Uniti, sono tantissime le città che negli ultimi anni hanno scelto di adottare gli strumenti del web 2.0 per creare un filo diretto tra cittadini e amministrazioni pubbliche.

Il concetto è semplice: si vede qualcosa che non va, lo si fotografa e lo si "tagga" poi si invia la segnalazione tramite un sistema automatizzato. In tanti paesi con apposite app studiate su misura.

Un esempio è l’esperimento avviato un paio di anni fa in alcune città americane. Partito dalla California,  CitySourced, l'occhio del cittadino, si è espanso in diciannove metropoli, compresa Los Angeles. Il meccanismo funziona più o meno come quello che vuole mettere in piedi in sindaco di Messina: grazie a una semplice applicazione per smartphone, è possibile in qualsiasi momento denunciare con una foto quello che non va in città, dalle macchine parcheggiate in divieto di sosta ai rifiuti ingombranti abbandonati sui marciapiedi e, sarebbe il caso di aggiungere anche tutto quello che dipende anche dall’amministrazione stessa: buche sull’asfalto,  illuminazione carente...

Ciò che a Messina fa discutere, ha già preso il via in tante altre parti del mondo.

Ma perché uno strumento che nasce per sollecitare il senso civico da una parte e la prontezza delle risposte dall’altro crea tanta indignazione se si propone in città?

Perché meccanismi che possono fornire ai comuni lo strumento per monitorare più a fondo il territorio e migliorare la qualità degli interventi, diventa “una istigazione alla guerra tra pari e un meccanismo delatorio”, per dirla con Cambiamo Messina dal Basso?

La ragione è doppia. E non può che partire dal profondo senso di sfiducia che viaggia su un doppio binario. Da una parte nei confronti del sindaco Cateno De Luca, troppo volte sopra le righe. Inquieta anche la premialità prevista dal sindaco che promette sgravi, bonus o esenzioni nel pagamento dei servizi comunali per ogni segnalazione andata a buon fine.  

Ma la sfiducia che serpeggia è pure nei confronti dei concittadini stessi, evidentemente considerati troppo immaturi per utilizzare in maniera adeguata uno strumento che nasce per aiutarli. Per Pd, Movimento5 Stelle e Cerreti di Mli, il pericolo dietro l’angolo è infatti quello di una deriva autoritaria e giustizialista che alimenterebbe odio, rancori, ripicche e sospetti.

Un rischio che si corre comunque in verità - la denuncia utilizzata come arma e intimidazione ha una storia radicata – ma che verrebbe facilitata dall’immediatezza del mezzo.

Quello che non funziona, insomma, è che per fare un  "patto" con i cittadini di questo tipo occorre una fiducia reciproca che passa anche dai modi e dai toni. E che passa anche da “non utilizzare – dice M5Stelle a De Luca- la pagina facebook come un tribunale dell’inquisizione”.

Ultima riflessione: se anche oggi non è raro chiedere aiuto alle istituzioni e sentirsi rispondere che non ci sono i mezzi per intervenire subito, se capita di denunciare e doversi poi difendere, quale differenza può fare un numero whatsapp? Ci vorrebbe prima la moltiplicazione come alle nozze di Cana, solo che al posto del vino e dei pesci, moltiplichiamo chi vigila sul territorio. E questo – dispiace per il sindaco che avrà le sue perplessità – non è facile neanche per lui.

Occorre ben altro per cominciare perlomeno a vedere qualche bagliore in fondo al cunicolo, perché Messina è in guerra con se medesima non da oggi, ed è questo il motivo per il quale non cresce e neppure crescerà nel prossimo futuro, annichilita da un’autoaggressione di proporzioni bibliche, soffocata da un gioco sporco dove la sola regola è arraffare quello che piove dal cielo, e siccome normalmente piove dall’alto verso il basso, la pioggia irrora chi sta in cima alla piramide, lasciando sempre nello scoramento chi occupa i piani inferiori.

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