Convegno al Comune su giustizia e immigrazione, ma la frase di Platone è già una fake

L'incontro al Salone delle Bandiere su due temi di grande attualità e ambigue citazioni

La democrazia non gode di buona salute. Solo gli stupidi, e gli ignoranti, non lo sanno. Ma quando qualcuno sta male, in casa sono possibili due reazioni: o darsi da fare per attivare terapie adeguate o sfregarsi le mani all’idea dell’eredità imminente.

Il 13 ottobre nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca a Messina si svolgerà un convegno organizzato dall'associazione Sole che sorgi. Due i temi: la mattina “Il problema della giustizia in Italia, dalla trattativa Stato/mafia ai fatti di Bibbiano” e nel pomeriggio “Immigrazione o schiavismo? Economia globale, azzeramento patto economico-sociale. Sovranismo o nazionalismo?”.

A giudicare dai nomi e dalle storie di alcuni relatori – veleggerà sul crinale fra questi due opposti versanti: medici pietosi e becchini interessati. Poiché siamo in Italia, ci vorrà molta attenzione a distinguere, in ogni relazione, le due prospettive: oggi è di moda dare un colpo al cerchio e uno alla botte in modo che, comunque vadano le elezioni successive, si abbia qualche medaglia in petto da mostrare.

Un segnale eloquente di questa abile, voluta, ambiguità è già nella citazione platonica scelta dagli organizzatori come sintesi emblematica: “Quando un cittadino accetta che, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato, quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine, così muore la democrazia, per abuso di sé stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo” (cito dal sito ufficiale di uno degli enti organizzatori, correggendo l’errore ortografico finale: va letto “e” congiunzione dove è scritto “è” verbo, con l’accento). Perché è una citazione intenzionalmente ambigua?

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Perché questa frase in Platone, non c’è. Sono andata a cercarla nel testo greco, con un qualificato aiuto, e non l’ho trovata. Poi, navigando un po’ in internet, ho scoperto che è una frase in cui Indro Montanelli – in un contesto completamente diverso – riassumeva nel 1995 un brano simile dell’VIII libro della “Repubblica” di Platone (per questa panzana vedere https://www.livenet.it/rubriche/falco/platone-immigrati-bufala/). Né in Platone né in Montanelli, dunque, ci si riferiva minimamente alla problematica attuale degli immigrati. Un convegno che si annunzia e si promuove con una fakenew così colossale produrrà idee luminose e illuminanti? A posteri l’ardua sentenza.

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