Follia in carcere: detenuto si finge malato, picchia due agenti e poi si ferisce con una lametta

E' accaduto ieri nella casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto. Per riportare la calma gli agenti sono intervenuti in assetto anti-sommossa. La preoccupazione dei sindacati

Si è sdraiato sul pavimento della sua cella fingendo un malore, ma quando gli agenti sono intervenuti per soccorerlo li ha aggrediti. Ma questo è solo l'inizio della giornata di follia di cui si è reso protagonista ieri un detenuto ristretto nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto.

L'uomo, rinchiuso nella sezione Casa Lavoro per scontare una pena di due anni, ha colpito i due poliziotti con testate e pugni lanciandoli contro vari oggetti. A fatica gli agenti lo hanno riportato alla calma. Intorno alle 21 l'uomo ha però iniziato ad insultare il personale che opera nella casa circondariale per poi procurarsi dei tagli con una lametta, minacciando di fare lo stesso a chiunque si fosse avvicinato. Successivamente ha tentato di appiccare un incendio con una bomboletta di gas.

E' stato dunque necessario l'intervento degli agenti in assetto antisommossa per poter nuovamente ripristinare la calma. Ma in passato l'uomo si era già reso protagonista di altri episodi di aggressione fino a quando è riuscito a saliere sopra una garitta per attuare una protesta. 

La reazione dei sindacati

L'episodio è stato denunciato dai sindacati di categoria Sappe e Osapp. In un comunicato congiunto le due sigle si complimentano con i due agenti che hanno continuato il servizio pur subendo ferite e contusioni giudicate guaribili in due settimane. Ma le organizzazioni sindacali puntano il dito contro l’amministrazione penitenziaria, sia locale che regionale, colpevole - a loro dire -  di non intraprendere le giuste iniziative in determinati casi, ovvero nei confronti di soggetti che si rendono protagonisti si simili episodi che turbano la sicurezza dell’istituto, oltre alle aggressioni nei confronti del personale.

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Sappe ed Osapp richiamano la mancata applicazione della recente circolare emanata il 10/10/2018 dal Capo del Dap, intervenuta proprio per sensibilizzare le direzioni ed i provveditorati ad assumere ogni utile iniziativa volta al trasferimento di quei detenuti responsabili di gravi episodi di violenza o che, comunque, con il loro atteggiamento compromettono ordine e sicurezza all’interno degli istituti. In particolare, nel richiamare il contenuto di analoga circolare del 26/02/2014, si è poi intervenuti per valorizzare l’applicazione degli strumenti normativi previsti dalla legge n. 354/1975 nonché dal regolamento n. 230/2000.
Tale ultimo regolamento prevede l’assegnazione – in via cautelare – dei detenuti che ancora non abbiano commesso alcun episodio di violenza ma che, per il loro comportamento, siano da considerarsi pericolosi per la sicurezza. E’ evidente che le sopra richiamate norme, in Sicilia, non trovano esatta applicazione e conseguenza di ciò sono gli atteggiamenti che certi facinorosi mettono in atto nei confronti del personale di polizia penitenziaria, certi della loro impunità.
Pertanto chiediamo un immediato allontanamento del detenuto protagonista delle vili aggressioni di ieri sera, nonché di tutti coloro che nel passato, nonostante aver messo in atto azioni di violenza che hanno turbato l’ordine e la sicurezza dell’istituto, si trovano ancora ristretti nella stessa struttura.

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