Amam inizia a togliere l'acqua ai morosi, ma c'è chi adesso vuole regolarizzarsi: agli sportelli centinaia di utenti

Questa mattina tagliato il rifornimento idrico a tre strutture commerciali. Dodici condomini con l'acqua razionata. Momenti di tensione in un albergo cittadino debitore per oltre 150mila euro. De Luca

Dalle parole ai fatti. Dopo l'annuncio del sindaco Cateno De Luca, questa mattina tre attività commerciali si sono ritrovate con i rubinetti a secco mentre per 12 condomini è stato il primo giorno con la fornitura idrica ridotta ai minimi di legge.

La task force, attivata dall'Amam per colpire i morosi che da anni non pagavano l'acqua, è entrata a regime così come programmato dall'azienda di viale Giostra e dalla stessa amministrazione comunale. 

E' solo il primo step. Nei prossimi giorni i tecnici provvederanno a sanzionare tutti gli utenti privati e attività commerciali presenti nella black list. Maniere forti per arginare un malcostume che fino ad adesso ha causato all'Amam un danno vicino ai 120 milioni di euro con ben 92mila morosi. "Entro dicembre - ha spiegato De Luca - puntiamo a recuperare 5 milioni di euro. E se tutto funziona fra tre anni avremo l'acqua h24 ovunque".

Non sono mancati neanche i momenti di tensione. Quando i tecnici dell'Amam stamane hanno raggiunto un noto hotel cittadino per interrompere la fornitura idrica, visto il debito di oltre 150mila euro, il responsabile della struttura si è rivolto agli avvocati minacciando di chiamare le forze dell'ordine. Dal Comune è dunque arrivato l'ultimatum: entro questa sera la struttura dovrà presentare un acconto del debito e formalizzare nell'immediato un piano di rientro. 

Una strategia che inizia a dare i risultati. Questa mattina gli sportelli dell'Amam sono stati presi d'assalto da decine di utenti intenzionati a regolarizzare la propria posizione ed evitare di dover fare i conti con l'acqua razionata. Un bel segnale dopo anni di evidente menefreghismo da parte di molti messinesi.

Le procedure attivate da Amam proseguiranno nei prossimi giorni, ma dal 1 novembre ci sarà una netta accelerata. Sarà infatti possibile inviare la comunicazione circa diffide e sanzioni tramite posta elettronica certificata. In lista 30mila indirizzi a cui verrà recapitata la sicuramente poco gradita comunicazione. 

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