Assenteisti di Ficarra, diciotto furbetti del cartellino davanti al giudice

Secondo le indagini avviate nel 2016 dai carabinieri della Compagnia di Patti, durante l’orario di lavoro se ne andavano a fare la spesa al mercato o a sbrigare commissioni di vario tipo. Incastrati dai filmati dei carabinieri

Truffa aggravata e continuata ai danni del comune e di false attestazioni. Con queste accuse si dovranno presentare domani davanti al gup  del Tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, pm Giorgia Orlando, diciotto impiegati comunali indagati per assenteismo e sospesi dall’esercizio  pubblico da un minimo di un mese ad un massimo di undici mesi lo scorso aprile.

L’accusa formulata a carico di ventitré persone. Nel calderone, infatti,  figurano anche tre dirigenti delle aree amministrativa tecnica ed economico-finanziaria, per i quali si è configurato anche il reato di abuso d’ufficio, poiché non avrebbe controllato il personale.  Secondo le risultanze investigative avviate nel 2016 dai carabinieri della  Compagnia di Patti, al comando del capitano Marcello Pezzi,  durante l’orario di lavoro se ne andavano a fare la spesa al mercato o a sbrigare commissioni di vario tipo, comprese una capatina dal meccanico o all’ufficio postale. Gli indagati, evitavano dolosamente la timbratura dei cartellini o della scheda magnetica in modo da non far risultare i periodi di assenza e subire le conseguenti decurtazioni retributive. I carabinieri, con l'ausilio di filmati, hanno documentato circa 650 episodi di assenteismo per un ammontare di oltre 200 ore. 

 Il collegio difensivo è formato dagli avvocati Francesco Pizzuto, Domenico Magistro, Sandro Giaimo, Rosalba Frandina e Maria Sinagra. 

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Ventitré su quaranta sono ora accusati di truffa aggravata e continuata ai danni dell’ente pubblico e di false attestazioni e, si sono visti notificare, lo scorso 5 aprile, dai carabinieri del Comando provinciale di Messina, provvedimenti di sospensione dal servizio, emessi dal Gip di Patti, Ugo Molina.

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