La Regione "dona” il palazzo della Biblioteca all'Università, De Luca: “Accordo sbilanciato, si faccia chiarezza”

Il deputato del M5S all'Ars ha presentato un'interrogazione. I dubbi anche sul destino del patrimonio librario

"La Regione siciliana pare che stia praticamente regalando all'Università di Messina il palazzo della Biblioteca regionale della città, lo storico edificio in via dei Verdi, che versa da decenni in stato di abbandono. Ma la Biblioteca, con tutti i suoi libri, dove andrà a finire?".

A chiederselo è il deputato del M5S all'Ars Antonio De Luca che ha presentato un'interrogazione per chiedere al governo chiarimenti sul caso. L'accordo originario, secondo De Luca, prevedeva che la Regione avesse in cambio la sede dell'ex facoltà di Economia e Commercio, dove poter trasferire il patrimonio librario della biblioteca. "Questo passaggio, che avrebbe segnato il giusto riscatto dell'edificio di via dei Verdi - sottolinea il deputato - pare non avverrà più, stando al protocollo di intesa che gli enti hanno siglato, aggiornando il precedente accordo". La Regione inoltre "finanzierà un intervento di un milione e 150 mila euro per il restauro del plesso di via dei Verdi".

"Non riesco a comprendere il significato di questo accordo che appare come un regalo - conclude De Luca - Oltre ad essere un accordo totalmente sbilanciato a favore dell'Università, non è dato sapere in quale sede dovrebbe trovare collocazione la Biblioteca regionale. Non si può certo consentire che un sito di riferimento culturale talmente strategico venga allontanato dal centro storico e la possibilità che venga relegato, come alcune voci di corridoio riferiscono, nel plesso della facoltà di Farmacia all'Annunziata è inaccettabile. La Biblioteca regionale deve rimanere nel centro cittadino per continuare ad essere accessibile a tutti".

De Luca ha fatto una richiesta di accesso agli atti da almeno un mese, ma senza risposte.

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Attualmente la sede di via dei Verdi a cui fa riferimento il deputato è vuota. Il patrimonio librario si trova all'Arcivescovado dove da decenni è stato trasportato e viene versato un canone per l'affitto. Tanti libri sono nei depositi di via La Farina perchè gli spazi dell'Arcivescovado erano insufficienti ad accogliereli tutti. Sono esposti quelli di maggiore pregio. Notevoli per importanza le raccolte pervenute, in dono o per acquisto, nel secolo XIX da parte di studiosi locali e cittadini. La raccolta La Corte Cailler, la raccolta di storia locale di Lorenzo Deodato, i libri dell'architetto catanese Sada, la raccolta di Letterio Lizio Bruno, i manoscritti e i libri di interesse musicale di Salvatore Pugliatti, le musiche manoscritte della famiglia Stagno Belardinelli, la raccolte Polimeni, i libri del libraio Cannizzaro, la raccolta di Vittorio Di Paola e altre ancora hanno arricchito via via la Biblioteca. I periodici ammontano a 2884 di cui 461 in corso. Particolarmente importante; l'insieme di opere di interesse locale della Collezione Messano Calabrese, ricca di circa 10.000 volumi, annualmente incrementata e richiestissima dagli studiosi per la rarità; delle opere: fonti per la storia della città e del suo territorio.

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