Omicidio ad Ucria, oggi i funerali ai Contiguglia ma sulla rete esplode #iostoconSalvo

Dal comune di Paternò, l'attacco del vicesindaco Mannino per le dichiarazioni delle autorità politiche e religiose della comunità montana. “Hanno definito la vittima un uomo amico di tutti dimenticando che era referente della mafia di Barcellona”. E sul posteggio abusivo...

I funerali dei Contiguglia ad Ucria

“Le persone parlano perché le cose non le hanno vissute sulla propria pelle, hai difeso la tua famiglia e questo ti fa grande onore”.

E ancora: “E’ un bravo ragazzo di buona famiglia con 2 bimbi e la sua futura moglie... lui in questo momento in carcere x me INGIUSTAMENTE xke ha semplicemente difeso la sua famiglia i suoi bimbi da persone ke volevano fargli del male...

Sono solo alcuni dei messaggi che cominciano a dilagare nella rete a sostegno di Salvatore Russo dopo che il giudice per le indagini preliminari di Patti ha disposto la custodia cautelare non riconoscendo la legittima difesa per il ragazzo che la notte di Ferragosto ha sparato e ucciso il pregiudicato Antonino Contiguglia, il nipote Salvatore e ferito un altro nipote che è ancora ricoverato all’ospedale Papardo di Messina.

Proprio oggi ad Ucria si svolgeranno i funerali dei due Contiguglia, dopo l'autopsia effettuata lunedì sera, nell’obitorio dell'ospedale “Barone Romeo” di Patti. L'autopsia ha rivelato che Antonino, 62 anni, è stato centrato alla testa dal proiettile della pistola calibro 7,65, a Fabrizio, 27 anni, il proiettile è penetrato dallo zigomo fuoriuscendo dal cervello mentre Salvatore è stato centrato da tre colpi che hanno richiesto altrettanti interventi chirurgici.

russo-ucria-2Ma sul web è parita una e propria campagna con l'hashtag #iostoconSalvo e sono tanti quelli che ora si chiedono qual è il confine della legittima difesa invocandola per il giovane, dal momento che sono stati gli stessi inquirenti ad accertare che i tre erano andati da Russo per una spedizione punitiva armati di pistola. Una spedizione che si è trasformata in un boomerang.  

Anche nel comune in cui abita il ragazzo, Paternò, la solidarietà è tanta. A cominciare dal sindaco Nino Naso e dal vicesindaco del centro etneo Ignazio Mannino da cui è partito un duro attacco contro quella che ha definito una “gogna mediatica avviata proprio dalle istituzioni che hanno mistificato la realtà”.

“Siamo sconvolti per il destino di questo nostro concittadino - spiega il sindaco Naso a MessinaToday - Un bravo ragazzo, mi creda. Aveva dovuto sospendere il suo lavoro di macellaio per motivi di salute, ha qualche scompenso cardiaco, ma aveva avviato una nuova attività e si doveva sposare fra qualche giorno. Io ho incontrato la famiglia, è afflitta. Hanno raccontato che anche quando c'è stato lo scontro per il parcheggio, il ragazzo avrebbe detto solo “un attimo e scendo” perchè stava lasciando le buste della spesa a casa. Non si può scatenare l'inferno per questo”.

Più duro il commento di Mannino che fa riferimento anche alle dichiarazioni del parroco del paese in un'intervista rilasciata ad una emittente televisiva locale in cui parla di comunità affranta, di un paese come una “famiglia”, definendo uno dei due uomini uccisi, “un uomo amico di tutti”. ll  sindaco, invece, rilasciando delle dichiarazioni ad una testata giornalistica, parlando della “vittima” afferma sullo stesso che “dava una mano alla comunità”. Tale il contenuto delle dichiarazioni delle Istituzioni politiche e religiose della comunità montana! Entrambi tuttavia, dimenticano che quello da loro stessi appellato come “vittima” risulta indagato nelle operazioni antimafia Mare Nostrum, Romanza e Icaro, in quanto referente della zona per il clan di Barcellona”.

Non replica invece il sindaco di Ucria, Enzo Crisa. Forse ha già detto a caldo, per cui adesso è il momento del silenzio lasciando che le indagini della magistratura facciano il proprio corso anche perchè - per usare  una formula giudiziaria - “tutto quello che dirà da questo momento può essere usato contro di lei”. «Non risponderò - spiega - né alle dichiarazioni degli amministratori di Paternò, né sulla vicenda del posteggio».

Quello stallo, per intenderci, che la famiglia Contiguglia si era “ricavato” tracciando delle linee gialle a terra e considerandolo riservato. Salvatore Russo lo avrebbe occupato scatenando la lite e l'ira della famiglia che poi ha avuto la peggio. Possibile che in un comune così piccolo, di appena mille abitanti, nessuno si sia accorto di questa “occupazione”? Può una persona qualunque alzarsi la mattina e disegnarsi lo spazio per mettere la propria auto senza autorizzazione? 

Forse sì, se si chiama Domenico Contiguglia, per la cui morte sono state sospese le manifestazioni estive del Comune di Ucria. “Certo qualcuno ora dovrà dare spiegazioni - spiega Mannino - perchè se è vero che si tratta di un posteggio ricavato abusivamente, chi doveva non ha vigilato. Come amministratore devo dare come assodato rilascio della concessione e vigilanza degli organi preposti”.

Ora il dibattito è aperto, così come vuole la rete: si è trattato di legittima difesa o c’è stato un eccesso? E qual è il confine di questo eccesso? Può l'abilità di Russo, che in passato si allenava col tiroassegno e gioca a softair, diventare il suo tallone d'Achille?

Trent' anni da compiere in carcere il 24 agosto e una data di matrimonio fissata al 3 settembre con la compagna che gli ha dato due figli, Salvatore Russo ha dichiarato in sede di interrogatorio di essersi difeso perché temeva per la sua vita e per l’incolumità delle altre persone presenti in casa. A Ucria avrebbe dovuto passare qualche settimana di tranquillo riposo.

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