Escalation droga, il procuratore Rosa Raffa: “Messina da piazza di transito a sede di affari internazionali”

L'allarme lanciato a margine dell'operazione "Tunnel" che ha portato a 12 arresti. "La città ha un ruolo sempre più importante e l'età dei consumatori è sempre più bassa"

Da piazza di transito a vera e propria sede di affari internazionali nel settore della droga. L'escalation di Messina è certificata dai fatti: tre grandi operazioni delle forze dell'ordine nell'ultima settimana e ben 46 arresti. La sostanza stupefacente al centro degli interessi economici delle organizzazioni criminali che operano nella città dello Stretto. Un mercato tutt'altro che limitato ai confini della provincia, ma arricchito dai continui scambi con la malavita di altre nazioni. Ieri l'asse Colombia - Messina, portato alla luce dall'operazione "Cafè blanco", oggi quello con l'Albania passando per la Puglia sgominato dall'operazione "Tunnel". A Merì e Barcellona Pozzo di Gotto si era infatti stabiilito un nucleo criminale proveniente dai Balcani che aveva stretto accordi con il clan di Mangialupi. 

Messina adesso conta nel mondo della droga. Un triste primato che porta le forze dell'ordine a seguire nuove piste e a rivoluzionare le modalità con cui si arriva alle indagini.  "Facciamo i conti con una situazione inedita - ha precisato stamane il procuratore aggiunto Rosa Raffa (nella foto) a margine dell'operazione Tunnel - la città ha raggiunto una nuova collocazione nella filiera del traffico di sostanze stupefacenti. Abbiamo affinato i metodi di indagine e adesso siamo in grado di risalire tutto il percorso della droga arrivando fino ai fornitori".

Rosa Raffa-2Droga che trova sicura collocazione nei mercati che alimentano lo spaccio nei locali della movida frequentati da ragazzi spesso minorenni. "E' un allarme sociale - ha spiegato Raffa - il consumo di sostanze stupefacenti interessa una platea ampia e purtroppo con un'età sempre più bassa. Ci preoccupa il fatto che tra gli assuntori sono sempre di più i soggetti che non hanno apparentemente problemi o particolare fragilità. Stiamo intensificando i controlli e la nostra presenza sarà più importante anche nelle scuole o tra i gestori dei locali che vanno responsabilizzati".

Una situazione critica per una città sprovvista anche di un vera comunità che possa accogliere i tossicodipendenti. Lo aveva sottolineanto alcuni giorni fa la stessa Annamaria Garufi, fondatrice e presidente della Lelat, centro che da quasi 30 anni aiuta i minori messinesi ad uscire dall'incubo della droga. "Ho denunciato alle forze dell'ordine la costante presenza di ragazzini davanti al Municipio. Sono abituali consumatori di crack che si danno appuntamento per compare e consumare la sostanza stupefacente. Stanno sempre in zona, indistrubati, soprattutto nelle ore serali".“
 

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