Duplice omicidio ad Ucria, ricoverato al Papardo il terzo ferito: sarà sottoposto ad intervento chirurgico

Salvatore Contiguglia, 43 anni, non sarebbe in pericolo di vita ma ha varie fratture e tre proiettili

Una delle due vittime, Fabrizio Contiguglia

E' ricoverato all'ospedale Salvatore Contiguglia, l'uomo ferito ieri durante la sparatoria ad Ucria che è costata la vita ad Antonino (nella foto in basso) e Fabrizio Contiguglia, zio e nipoti uccisi ieri sera a colpi di fucile dopo una lite per un parcheggio sfociata col duplice omicidio.

Salvatore, 43 anni, parente delle vittime, che lavora a Messina, era stato portato d'urgenza all'ospedale di Patti e poi trasferito al Papardo dove in giornata sarà operato.

Non corre pericolo di vita ma le sue condizioni sono delicate: ha tre proiettili ritenuti, con fratture da scoppio di scapola e base della coracoide a destra e della scapola sinistra, nonché frattura esposta pluriframmentaria da scoppio al terzo metacarpo della mano sinistra.

"La nostra comunità è sconvolta", ha detto Vincenzo Crisà, sindaco di Ucria, piccolo comune del messinese  di circa 1.000 abitanti nel cuore dei Nebrodi “Il nostro è un paese accogliente, pacifico, nel periodo estivo infatti tanti turisti vengono per trascorrere in pace le vacanze”. 

CONTIGUGLIA-ANTONINO-2La lite per il parcheggio ha invece trasformato in far west il paese, di fronte ad un bar di via Padre Bernardino, intorno alle 21. Scene drammatiche dopo la sparatoria con i parenti scesi in piazza per capire cosa stava accadendo. Sul selciato lo zio e nipote, rispettivamente di 62 e 27 anni.

Lo zio, con precedenti penali legati all'inchiesta di mafia Mare Nostrum, lavorava in una agenzia di pompe funebri a Raccuja mentre il nipote studiava in Toscana. Il sindaco, in segno di lutto ha sospeso tutte le manifestazioni estive.

A sparare, un trentenne di Paternò che aveva preso casa ad Ucria per le vacanze, arrestato dai carabinieri dopo essersi barricato per ore in casa. L'uomo si trova al carcere dove in queste ore lo stanno interrogando.

Il comando di Patti, ha dovuto chiedere rinforzi ai colleghi di altri centri perché l'omicida non voleva arrendersi. 

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