Il calvario di Gianluca Trimarchi sta per finire, tra due mesi previsto il ritorno a Roccalumera

Operato all'Istituto "Bellaria" di Bologna il 27enne - secondo gli step dei sanitari - dovrebbe rivedere da vicino il mare della zona ionica tra sessanta giorni circa. Il ragazzo parla e cammina ma non ricorda ancora nulla della notte del 23 luglio 2019

Gianluca Trimarchi

Della notte del 23 luglio 2019 non ricorda ancora nulla ma Gianluca Trimarchi parla, cammina con appoggi e il progetto dei sanitari è che tra circa due mesi possa tornare a casa, nella sua Roccalumera, dopo sei mesi tra ospedali e Centri di riabilitazione. Il 27enne originario di Forza D'Agrò è stato operato all'Istituto "Bellaria" di Bologna dal professore associato e neurochirurgo Alfredo Conti che lo aveva seguito al Policlinico di Messina in quei terribili giorni in cui il ragazzo lottava tra la vita e la morte per il pugno che secondo la condanna di primo grado per sette anni gli ha inferto il trentenne messinese Francesco Saporito. Quest'ultimo, il mese scorso, è stato condannato con il rito abbreviato dal Gup Eugenio Fiorentino per il ferimento in piazza Stracuzzi a Santa Teresa Riva.

I familiari del ragazzo hanno seguito Conti a Bologna dove Trimarchi è stato sottoposto a intervento di ricostruzione della teca cranica e gli è stata apposta una protesi. I medici, salvo ovviamente complicazioni, prevedono che il paziente resti ricoverato un mese circa a Bologna prima del nuovo trasferimento al Centro Neurolesi di Messina dove dovrebbe effettuare la riabilitazione per un altro mese ancora. Poi, si spera, il rientro a Roccalumera dove lo aspettano tutti. A Bologna, accanto a Gianluca, si trovano i genitori e la sorella Gabriella. Un calvario che se tutto andrà per il verso giusto potrebbe finire tra aprile e maggio. 

Aggressione a Gianluca Trimarchi, condannato a sette anni Francesco Saporito 

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