Frana a Letojanni, lavori per la messa in sicurezza col “trucco”: a processo impresa e vertici del Cas

In sei dovranno comparire dal giudice per presunti comportamenti illeciti nella fase di progettazione e di esecuzione delle opere

Rinvio a giudizio al 15 aprile di tutti gli imputati davanti la seconda sezione penale del tribunale di Messina nel procedimento aperto dopo la frana di Letojanni su presunti comportamenti illeciti nella fase di progettazione e di esecuzione per i lavori di messa in sicurezza.

A processo andranno l’allora direttore generale del Cas Salvatore Pirrone, il responsabile dell’Ufficio tecnico del Cas Gaspare Sceusa, il geometra del Consorzio ora in pensione, Antonio Spitaleri, l’amministratore della “Musumeci Costruzione Generali spa” Francesco Musumeci, che eseguì i lavori per la messa in sicurezza nonchè l’ingegnere Francesco Crinò e il geologo Giuseppe Torre, professionisti scelti dall’impresa.

Pirrone (nella foto), ex funzionario andato in pensione dell’assessorato alla Infrastrutture, ha guidato il consorzio negli anni oggetto della frana.

Salvatore Pirrone-2Sceusa, originario di Barcellona, ha collezionato per il suo incarico di direttore generale facente funzioni più di un rinvio a giudizio, ultimo dei quali nell’ambito dell’indagine che ha portato anche agli arresti dell’ex vicepresidente del Cas, Nino Gazzara, sulla Pachira, la società di consulenza tecnico-contabile alla quale sembra sia stato girato un misterioso bonifico di un milione e 600 mila euro da parte della società Condotte, capofila dell’appalto per la Rosolini-Gela, insieme alla società dell’ex assessore ai Lavori pubblici della Regione Sicilia, Andrea Vecchio che ora ha assunto la totalità dei lavori.

L’inchiesta sulla frana di Letojanni è stata aperta dal sostituto procuratore Anna Maria Arena, che ieri ha ribadito le sue richieste di rinvio a giudizio per tutti gli imputati e per tutte le tipologie di reato, accolte dal gup di Messina Maria Militello. Le accuse vanno dal disastro ambientale al peculato al falso in atto pubblico, all’abuso d’ufficio.  Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Rosario Trimarchi, Alberto Gullino, Giovanni Calamoneri, Francesca Bilardo, Antonio Pillera e Rosa Anna Scalia.

L’ondata di detriti che tagliò in due l’A18 Messina-Catania  avvenne nel 2015 a seguito del cedimento di un costone roccioso. Al capezzale della frana, per la quale sono stati di recente riappaltati i lavori, era arrivato anche il bassotto della giornalista di “Striscia la notizia” Stefania Petix. La frana ha scatenato anche un contenzioso con gli abitanti di un complesso privato sovrastante l’area, frequentato perlopiù d’estate. I proprietari hanno chiesto infatti l’abilitabilità ma la richiesta che è stata disattesa soprattutto per l'evento del 2015.

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