Operazione Montagna Fantasma, i Mancuso “contigui alle organizzazioni criminali”

Indagati per il maxi sequestro della discarica abusiva a Gravitelli, erano stati indicati dal collaboratore di giustizia Biagio Grasso come coloro che gestivano tutto il movimento terra riguardante i cantieri dell’imprenditore Vinciullo

Sono padre e figlio, Giuseppe e Daniele Mancuso, i due indagati per l’operazione “Montagna fantasma”, che ha portato al sequestro di dodicimila metri quadri discarica nel rione Gravitelli trasformato in discarica di rifiuti speciali con gravissimi rischi per l’impatto idrogeologico.

I finanzieri del GiCo e del Gruppo Aeronavale, coordinati dal Tenente Colonnello Emanuele Camerota, hanno indicato i due Mancuso, 53 e 32 anni, come contigui a strutturate organizzazioni criminali di matrice mafiosa.

I nomi di Giuseppe e Daniele Mancuso, parenti dell'ex boss pentitto Giorgio Mancuso, o di aziende a loro collegate erano venuti fuori anche dalle dichiarazioni rese ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Messina dal costruttore Biagio Grasso, imputato chiave al processo Beta sugli affari economici e finanziari della famiglia Romeo-Santapaola.

Grasso interrogato il 2 febbraio 2018 nell’ambito dell’inchiesta, aveva parlato delle aziende collegate da Giuseppe Mancuso e Daniele Mancuso, come quelli che avrebbero effettuato lavori di movimento terra del complesso immobiliare della zona ex Macina e li aveva indicati come coloro che si occupavano di tutto il movimento terra riguardante i cantieri dell’imprenditore messinese Vincenzo Vinciullo.

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Biagio Grasso, costruttore diventato collaboratore di giustizia in quella stessa occasione parlò di Daniele Mancuso indicandolo come cognato di Gianni Doddis, “vicino al clan Romeo" e “capoelettore di Emilia Barrile” -  l’ex presidente del consiglio comunale condannata a 8 anni e tre mesi di reclusione al processo Terzo livello -  proprio per la zona di Gravitelli.

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