Letojanni, medici del 118 sotto processo per assenteismo tornano in servizio con i colleghi testimoni dell'accusa

Corica e Ferlito devono rispondere di truffa aggravata e falsità ideologica. Nel frattempo sono tornati al lavoro nella stessa sede in un clima sempre più incandescente. Rimaste lettera morta le richieste all'Asp sull'opportunità di valutare almeno il trasferimento

Era il 13 febbraio del 2017 quando due medici del 118 di Letojanni vennero arrestati dai poliziotti del commissariato di Taormina su ordine della Procura di Messina per truffa aggravata e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

A distanza di due anni il processo è alle battute inizialie l'udienza che avrebbe dovuto svolgersi mercoledì 16 ottobre è stata rinviata al 5 dicembre. Nel frattempo i due medici sono nuovamente in servizio nello stesso posto in cui avrebbero commesso i reati, ovvero la postazione del 118 a Letojanni, dove ci sono anche colleghi che sono stati testimoni per gli inquirenti nella fase dell'indagine e che hanno confermato le accuse.

Si tratta del 55enne Antonio Corica, difeso dall'avvocato Filippo Mangiapane e del 53enne Antonino Ferlito assistito da Michele Ragonese. I due sono stati indagati per oltre un anno, dal 2014 all’estate del 2016 e gli agenti sono riusciti ad accertare oltre 70 episodi di assenteismo in cui uno copriva l’altro e viceversa.

Secondo gli inquirenti con artifici e raggiri si assentavano dal posto di lavoro per interi turni di servizio notturno simulandone la presenza e sottoscrivendone l’apposito registro. 

Sui registri, ovviamente, compariva sempre la presenza di entrambi, in realtà solo uno di loro rimaneva in servizi. Una truffa che alla Pubblica Amministrazione è costata più di 30mila euro.

“Non si è trattato di scoprire turni di servizio - spiega il legale di Ferlito - perchè il servizio era regolarmente espletato dal medico di turno, ma del cosiddetto raddoppio ore, ovvero una presenza all'interno della postazione che era richiesta al medico al fine di completare il monte ore complessivo, così come confermato anche dalla testimonianza del primo dei medici chiamato a deporre”.

A firmare allora il provvedimento, il Gip del tribunale di Messina Salvatore Mastroeni che ha anche disposto il sequestro preventivo di 30 mila euro sui conti correnti dei due (15mila euro ciascuno), avendo quantificato in questo ammontare il danno erariale subito dallo Stati. La richiesta era stata avanzata dal sostituto procuratore Anna Maria Arena. 

Adesso, a distanza di due anni, il clima al 118 di Letojanni - in piena fase processuale - diventa sempre più incandescente con scontri interni che si sono trasformati anche in denunce incrociate. Da tempo alcuni medici hanno dovuto segnalare ai vertici dell'Asp la situazione delicata che si è venuta a creare con i colleghi di nuovo in servizio al fianco di chi in qualche modo li ha denunciati testimoniando sui casi di assenteismo documentati dagli investigatori.

I medici hanno anche chiesto più volte all'Asp la possibilità di valutare eventuali spostamenti per questioni di opportunità ma non hanno mai ricevuto una risposta.

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