Alloggi per il risanamento, Scurria ci prova con l'Hotel Riviera

L’agenzia Arisme pronta a presentare un'offerta per l'immobile mai utilizzato e simbolo dello spreco. “Una idea ancora allo studio e la struttura e molto degradata. Stiamo valutando i fondi da poter utilizzare e le possibilità di superare i problemi che riguardano la procedura”

Potrebbe essere l’Hotel Riviera una soluzione all’emergenza risanamento di Messina. L’agenzia Arisme presieduta da Marcello Scurria è pronta a presentare una offerta per l’acquisto dell’Hotel Riviera, inutilizzato da sempre e monumento simbolo dello spreco.

"E' un'idea allo studio - dichiara l'avvocato a capo della società comunale - come già si sa l'ex Provincia è in stato di predissesto e deve vendere i suoi immobili e tra questi c'è l'ex hotel Riviera, stiamo valutando i fondi da poter utilizzare e le possibilità di superare i problemi che riguardano la procedura, l'infrastruttura, tra l'altro, è in condizioni di degrado". 

L’immobile, costato 22 miliardi delle vecchie lire e mai utilizzato, grava annualmente sulle casse di Palazzo dei Leoni per circa 72.684 euro (dovuti per l’imposta ICI ed IMU per circa 58.200 euro) e da altre spese straordinarie per la manutenzione che dal 2000 al 2013 sono quantificabili in 14.484 euro l’anno. Secondo l’ex commissario Filippo Romano l’ex Riviera è stata  causa di una vera e propria “emorragia finanziaria” che emerge ancor più nella sua gravità se si analizzano i costi complessivi sostenuti da Palazzo dei Leoni all’atto dell’acquisto e nel ventennio successivo, cifra che è paria 21.276.267,23 euro fra manutenzione ordinaria, straordinaria, spese legali e oneri tributari .

Più volte Palazzo dei Leoni ha messo all’asta l’albergo senza mai ricevere nemmeno un’offerta. Poi la svolta, con l’incarico al gruppo Italcase di Messina di cercare dei potenziali acquirenti. Con Italcase fioccarono le  proposte presentate da imprenditori noti in città cone “La Cava Group” e la “Nuovo Parnaso” riconducibile a Nino Giordano. Tra le offerte anche quella di uno degli imprenditori più attivi nell’edilizia come Antonello Giostra, citato in alcune relazioni della commissione parlamentare antimafia (risalenti a gennaio del 2006) come un operatore del settore in contatto con alcune mafiose siciliane.

Ma anche qui le procedure si sono arenate perché secondo il Rup le offerte “disomogenee” – che prevedevano anche delle permute - non rispettavano il valore dell’immobile fissato dal consiglio provinciale e occorreva procedere ad una riparametrazione delle offerte.

In fumo andò anche l'accordo con i Franza interessati a trasferire nella parte inferiore gli uffici della società e in cambio del palazzo Franza nella zona industriale dove sopperire alle carenze d'aula degli Istituti superiori di competenza della Città Metropolitana. 

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Ora si riparte con una nuova ipotesi ed entro la prossima settimana dovrebbe essere pronto il nuovo bando per la vendita dell'immobile di viale della Libertà.

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