L'incidente in mare a Salina, la Uiltrasporti: "Più controlli e per tutti i mezzi"

Il sindacato si rivolge all'Autorità marittima sollecitando maggiori verifiche su tutti i natanti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Ieri un sinistro marittimo avvenuto nell’arcipelago delle Eolie ha esposto a grave rischio la vita umana in mare e l’ambiente marino. Il fatto ha messo in evidenza i pericoli quando si sovrappongono scarsa attenzione nella conduzione dei mezzi nautici e traffico così intenso da essere quasi fuori controllo. L’incidente occorso ad un mezzo della società Sicily Tours ed una imbarcazione a vela, avvenuto in condimeteo perfette e di giorno, è un allarme che non può essere sottovalutato. Denunciano il fatto i segretari generali Uiltrasporti Agostino Falanga e Michele Barresi esprimendo così la loro forte preoccupazione per quanto accaduto e quanto potrebbe ripetersi.

Una collisione inspiegabile le cui cause vanno ascritte a “colpa nautica” non potendo attribuirle diversamente se si vuole stare vicini alla verità. L’Autorità Marittima saprà presto risalire alle cause del sinistro individuando le colpe maggiori per il mancato rispetto delle norme del Colreg, perché è evidente che sono venuti meno il rispetto del diritto di precedenza e quello di agire per evitare l’urto in mare aperto.

Dalle informazioni fornite dagli organi di stampa ci colpisce, fra l'altro, il fatto che su un mezzo di 35 metri di lunghezza siano ospitate 350 persone (10 ogni metro lineare). Tutti gli organi di stampa, inoltre, indicano come traghetto il mezzo incidentato che trasportava passeggeri, un grave errore, del tutto fuorviante atteso che nel settore i traghetti in servizio sono tutti di altra società, Siremar Caronte & Tourist, di ben altre dimensioni e tale inesatta informazione produce conseguenze per l’immagine per quest’ultima. Il caso (benigno) ha voluto che lo sfondamento del fasciame abbia interessato solo quello dell’opera morta; non vogliamo neppure immaginare ciò che sarebbe accaduto se, invece, lo stesso danno avesse interessato l’opera viva!. In questo caso, a prescindere dalla composizione numerica dell’equipaggio, visto il numero dei passeggeri a bordo, evacuare in pochissimi minuti 350 persone senza nocumento per la vita umana in mare (ci possono essere anche vecchi, bambini e forse persone a mobilità ridotta), appare impresa “titanica”.

Premesso tutto quanto sopra rassegnato, dobbiamo chiedere che sia evitato il ripetersi di tali rischi, ossia rischi di incidenti con conseguenze anche luttuose seppur allo stesso tempo incomprensibili. Per questo riteniamo che l’Autorità Marittima, che pure svolge un servizio insostituibile, debba attuare controlli più stringenti su tutti i mezzi che vanno per mare. Assieme a ciò anche una rivisitazione delle tabelle d’armamento ed un proporzionale contenimento del numero dei passeggeri a bordo, sono elementi che possono contribuire a migliorare la sicurezza, un valore che ovunque, in mare ed altrove, non può essere travolto da interessi speculativi di natura economica.

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