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Torrente Mela, la discarica più lunga d'Italia: viaggio nella bomba ecologica “dimenticata” | VIDEO

La denuncia di Pippo Ruggeri di Legambiente fra valanghe di rifiuti bruciati a cielo aperto. L'appello del presidente dell'Adasc: “Diventiamo sentinelle del territorio, denunciare è un dovere civico e morale”

 

Quello che vedete in questo video è il torrente Mela. Una discarica a cielo aperto, “la più lunga d'Italia” è stata definita tanti anni fa dai carabinieri. Un primato di cui il territorio avrebbe fatto volentieri a meno. Un ventennio in cui non è cambiato nulla. Quando se n'è cominciato a parlare, era stata messa in sicurezza con la chiusura dei varchi. Nel tempo, a telecamere spente e l'attenzione che cala, alcuni di questi varchi sono stati riaperti.

Oggi, questo è quello che si presenta. Una “brutta scoria” che fa il paio con la discarica interrata scoperta a Milazzo dalle mareggiate qualche giorno fa, ma anche questa risaputa e poi sopita.

Tranne che da Legambiente del Tirreno che da anni denuncia lo scempio del territorio e a più riprese chiede la bonifica di entrambe le aree. Oggi tutti riscoprono la storia che già negli anni Settanta era stata denunciata in particolare dal compianto Gigi Billè, direttore del giornale “La voce di Milazzo” che sui rifiuti nel litorale di Torretta aveva portato avanti una vera e propria battaglia.

Le immagini e il video sono di Legambiente. Nessuno può far finta di non vedere. “Spero che non si ricada nello stesso errore del precedente risanamento di Ponente - spiega Pippo Ruggeri, responsabile di Legambiente Tirreno - quando in occasione dei fondi Pios destinati al recupero urbanistico e risanamento, parliamo di milioni di euro, abbiamo visto solo opere di urbanizzazione e non di risanamento ambientale come invece doveva avvenire e come avevamo segnalato già nel 2005, compresa la zona di Torretta. Nel 2009 denunciammo ulteriormente alle autorità il mancato risanamento. Per la verità, una risposta dall'assessorato al territorio c'è stata: chiedeva lumi al Comune ma da allora non abbiamo più avuto risposta”.

Oggi ci hanno pensato le mareggiate a “rivendicare” i diritti naturali della spiaggia. Milazzo ieri è stata inserità fra i comuni colpiti da calamità naturali. La Regione ha fatto la sua parte, ora spetta al governo nazionale. “E comunque parliamo di calamità naturali - insiste Pippo Ruggeri - ma probabilmente si tratta più che altro di calamità umane. Sul Torrente Mela in particolare ci tengo a ricordare anche le tante segnalazioni per vasti incendi di rifiuti di ogni genere che ammorbano l'area, come se non bastassero le industrie che insistono nell'hinterland. Oggi, con tutta la tecnologia a disposizione e la consapevolezza dei danni che queste cose provocano, è assurdo che non si faccia nulla a tutela anche della propria salute”.

“Assistiamo ancora ad una volta ad azioni scellerate che massacrano e distruggono il nostro territorio - scrive anche Peppe Maimone, battagliero presidente dell'Adasc - Il torrente Mela è stato trasformato in una discarica a cielo aperto ad opera di criminali che continuano a depositare rifiuti di qualsiasi genere sul greto del corso d'acqua e in alcuni casi anche con incendi che comportano emissioni nocive per la salute pubblica.  Criminali perché consciamente creano un devastante impatto  nella Valle del Mela che già paga un pesante peso in termini ambientali. Purtroppo situazioni simili si registrano in altri torrenti come il Floripotema”. 

Peppe Maimone chiede aiuto per Milazzo e il suo comprensorio che “hanno deciso di cambiare passo e puntare sul turismo e la valorizzazione delle straordinarie bellezze culturali, paesaggistiche, naturalistiche e storiche. Abbiamo una fetta di terra bellissima che merita rispetto. L'esempio tangibile è l'istituzione dell'area Marina protetta di capo Milazzo. I torrenti necessitano un serio intervento di bonifica per evitare che tutti i rifiuti depositati finiscano in mare con un danno per l'ecosistema Marino e costiero. Invitiamo pertanto il Genio Civile, Autorità competente sul sito, a porre in essere con urgenza tutte le procedure previste per la rimozione dei rifiuti. É altresì necessario potenziare i controlli anche per individuare i responsabili di questo scempio. Lanciamo un appello a tutti i cittadini - conclude Maimone -  diventiamo sentinelle del territorio, segnaliamo chi commette danni ambientali perché abbiamo il dovere civico e morale di tutelare la nostra città e dare un futuro migliore alle future generazioni.

Torrente Mela-4

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