Torrente Mela, la bomba ecologica approda al ministero dell'ambiente

Il presidente di Legambiente Ciafani, quello regionale Gianfranco Zanna, e dei circoli del Tirreno e Longano scrivono al ministro chiedendo chiusura dei varchi, bonifica e telecamere. Un lungo esposto sugli interessi delle ecomafie nella zona Tirrenica. Con queste sorprese

Immediata chiusura di tutti i varchi di accesso al torrente Mela, apposizione di videocamere per i controlli. E ancora: caratterizzare i rifiuti presenti e avviare le procedure di bonifica ma anche creare i presupposti per dichiarare l’emergenza ambientale e sanitaria, garantire e sovrintendere l’intervento costante e coordinato di tutti i comuni interessati dall’area del torrente Mela per le azioni di loro esclusiva competenza e trasmettere agli uffici giudiziari ogni elemento utile a individuare e perseguire la violazione dei reati.

Sono le richieste di Legambiente inoltrate al ministro dell’ambiente , all'assessore regionale al Territorio, al sindaco metropolitan Cateno De Luca di Messina, al dirigente dell’Asp ma anche al direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e, per opportuna conoscenza, ai procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Messina e  di Barcellona Pozzo di Gotto.

Il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, quello regionale Gianfranco Zanna, di Legambiente Circolo del Tirreno Pippo Ruggeri e del Longano Carmelo Ceraolo scrivono riepilogando le condizioni disastrose che da decenni interessano tutto il corso del torrente Mela, il cui corso si sviluppa interamente nella provincia di Messina, a partire dal Pizzo Mualio (m. 1146) sino a giungere alla foce presso località Milazzo c.da Torretta Bastione, e Barcellona Pozzo di Gotto contrada Caldà.

Una discarica a cielo aperto su cui si sono riaccesi i riflettori dopo quella del litorale di ponente di Milazzo tirata fuori dalle mareggiate.

“Già nel lontano 2003 - ricordano gli ambientalisti -  i carabinieri di Messina, in collaborazione col comando di Barcellona, pose sotto sequestro una vasta parte del greto del torrente Mela, un’ampia zona che inizia dal territorio di Santa Lucia del Mela sui Peloritani e dopo 15 km arriva nella costa tirrenica a Barcellona in località Calderà, attraversando i comuni di San Filippo del Mela, Milazzo e Merì. A quel tempo, le indagini individuarono diversi siti che venivano abitualmente utilizzati come discariche abusive di rifiuti speciali e nocivi, provenienti da lavorazioni industriali, e su cui si sarebbe dovuto eseguire uno smaltimento imposto dalla normativa di legge; destava grossa preoccupazione in particolare la vastità e gravità del danno ambientale riscontrato in relazione ai rischi potenziali per la salute pubblica, ma anche per la flora marina, dal momento che non venne escluso che una parte dei rifiuti speciali con le piogge fossero giunti sino al mare”.

In questi anni, Legambiente ha più volte denunciato la situazione anche con esposti e comunicati diffusi dai circoli territoriali, tra i quali in particolare si segnala un comunicato del Circolo Legambiente del Tirreno datato 01 dicembre 2006, in cui segnalava che nonostante i divieti e le chiusure dei varchi operate dalle autorità, il torrente Mela è stato sempre e continua ad essere tutt’oggi una gigantesca, pericolosa e lunghissima discarica abusiva, che sin dal primo momento pose dinanzi all’opinione pubblica e alle autorità il tema delle ecomafie che operavano illecitamente con il ciclo dei rifiuti, sul quale era chiaro già allora che gravitassero gli interessi criminali. Emergeva, altresì, l’enorme tema dei potenziali rischi per la salute dei cittadini di quel territorio e della tutela del patrimonio ambientale dell’intera area, così vastamente interessata dalle discariche abusive disseminate lungo il torrente.

“Arpa Sicilia - ricorda Legambiente nell'ennesi esposto di oggi - si rendeva disponibile ad effettuare monitoraggi anche sullo stato delle acque, e per altro verso da parte del Comune di Milazzo, che ritenendo meritevole di attenzione l’esposto del nostro circolo territoriale e pur rendendosi disponibile ad affrontare un complessivo ragionamento in ordine alla necessità di provvedere ad operazioni di bonifica delle aree inquinate, richiedeva con nota di risposta all’esposto l’attivazione di altre amministrazioni ed enti al fine di procedere. Oggi, anche alla luce delle ultime denunce e segnalazioni, appare del tutto evidente che la questione dell’inquinamento sull’area del torrente Mela e del costante scaricamento di rifiuti da parte di criminali organizzati rappresenti una delle più gravi emergenze ambientali e sanitarie siciliane – insiste la nota -  una vastissima area trasformata in discarica permanente di materiale di ogni genere, rifiuti speciali anche pericolosi che regolarmente vengono dati alle fiamme determinando enormi pericoli per l’ambiente e la salute delle persone; sino alla data di sottoscrizione della presente segnalazione, abbiamo contezza che sono attivi e permangono numerosi roghi di cumuli di rifiuti pericolosi in più punti dell’area indicata, e ciò determina una condizione di grave ed attuale pericolo per la salute della collettività”.

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