Traghetti sequestrati, tutti i retroscena della grande guerra sui trasporti marittimi

Nasce dal fallimento Siremar la corsa all'accaparramento delle linee verso le isole minori. Un affare da un miliardo di euro in dieci anni

Continuerà ad essere effettuato il servizio di traghettamento da e verso le Sicilia e le sue isole minori. Lo comunica il gruppo Caronte & Tourist dopo i provvedimenti giudiziari che stamattina hanno scatenato un nuovo terremoto per gli armatori messinesi. “Il provvedimento dell’autorità giudiziaria, relativo a questioni interpretative delle attuali normative in materia di trasporto di persone a mobilità ridotta – spiega Caronte&Tourist in una nota -  non inficia la continuità nell’esercizio dei collegamenti marittimi in parola che quindi procedono nei termini ordinariamente previsti”.

Il Gruppo Caronte & Tourist ribadisce la propria fiducia nell’operato della magistratura e la certezza di poter dimostrare l’assoluta limpidezza dei comportamenti aziendali e dei manager destinatari di informazione di garanzia.

Ma cosa c’è dietro il sequestro delle tre navi del gruppo Caronte & Tourist disposto dalla Procura di Messina? Non solo una accusa di truffa in capo ai manager della società per gli inadeguati livelli di sicurezza previsti dal contratto di servizio per le linee di trasporto verso le isole minori siciliane, ma anche una complessa vicenda politico-giudiziaria sul business dei trasporti marittimi.

All’origine di tutto, due crisi aziendali, quelle della Siremar, che assicurava i trasporti regionali, e quella della Tirrenia, la casa-madre nazionale finita in amministrazione giudiziaria per un buco accertato di settecento milioni di euro.

Per rilevare le ceneri Siremar, che ha in pancia il contratto di collegamento con le isole siciliane, scendono in campo due società, la Compagnia delle Isole, guidata dall’armatore napoletano e deputato forzista Lauro, che vede anche la partecipazione della Regione guidata da Raffaele Lombardo, e la Cin, la compagnia marittima partecipata a metà tra l’ex Ustica Lines e la Caronte & Tourist di Messina.

Ad aggiudicarsi la gara per un importo di 55 milioni è la Compagnia delle Isole, ma le contestazioni sulla qualità del servizio e un ricorso al consiglio di Stato della Sns, che contesta una garanzia fidejussoria rilasciata da Unicredit, ribalta il verdetto a favore degli armatori Morace e Franza, che si aggiudicano per 55 milioni oltre le vecchie navi, anche un ricco contratto di servizio con lo Stato: quasi un miliardo di euro in dieci anni contributi diretti e sgravi fiscali. La Ustica Lines, cambia ragione sociale in Liberty Lines e prende in gestione il trasporto degli aliscafi, alla Caronte & Tourist vanno invece tutte le linee con i traghetti.

Una prima indagine però della procura di Palermo, guidata dal procuratore aggiunto Sergio De Montis, scattata a seguito delle segnalazioni della funzionaria regionale Dora Piazza, mette però a nudo una serie di anomalie nella predisposizione dei bandi di gara della Regione, che portano all’arresto dell’armatore Ettore Morace e dell’ex sindaco di Trapani, Giacomo Fazio.

Nell’indagine emergono anche attività di investigazione private da parte di un carabiniere, indagato oggi a Perugia, sul conto dei Morace, su commissione di Sergio la Cava della Ngi, società rilevata dal gruppo Franza. Le anomalie riguardano anche l’aggiudicazione dei bandi di gara, in un primo momento andati deserti, e poi aggiudicati al gruppo con un ribasso dell’1% verso le Isole Eolie, e quasi del 60% nelle tratte trapanesi, prima in concessione alla Compagnia Traghetti delle Isole partecipata anche dall’imprenditore Bulgarella, indagato dalla procura di Firenze e poi del tutto scagionato delle accuse: la piccola compagnia trapanese è stata rilevata da Caronte&Tourist. Un affare, quello dei trasporti marittimi passati ora sotto il totale controllo della Regione Siciliana, che ora fa gola a tanti.

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Nel capitale del gruppo Caronte & Tourist, che fa capo alle famiglie Franza e Matacena, è entrato, rilevando il 30%,  il fondo statunitense Basalt. Ma ora all’orizzonte, nella guerra per il monopolio dei trasporti marittimi, si allunga l’ombra del finanziere originario di Sant’Agata Militello, Salvatore Mancuso: ha annunciato la creazione di un fondo di investimento, Equinox 3, puntato tutto sulla Sicilia, che ha avviato la raccolta di fondi sui mercati finanziari. Salvatore Mancuso, con il fondo Equinox, ha già fatto parte della compagnia Moby Lines dell’armatore napoletano Vincenzo Onorato che si aggiudicato da Tirrenia i collegamenti verso la Sardegna.    

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