Migrazione dei rapaci, arrivano da tutto il mondo le sentinelle dello Stretto

Fino al 26 maggio sui Monti Peloritani il trentaseiesimo campo di osservazione dei volontari organizzato dalla Man in collaborazione con Progetto Natura. Già censiti 13mila esemplari. E il 5 maggio appuntamento a Dinnammare con la Cea

Anna Giordano

Andrà avanti fino al 26 maggio sui Monti Peloritani il trentaseiesimo campo di osservazione e difesa dei rapaci e delle cicogne. Partito a metà aprile è infatti ancora in corso di svolgimento il campo internazionale per le specie in migrazione sullo Stretto di Messina, organizzato dalla Man, associazione mediterranea per la natura,  in collaborazione con Progetto Natura.

Lo Stretto di Messina è la rotta migratoria primaverile più importante al mondo e i volontari sono al lavoro per osservare e “proteggere” la rotta di diverse specie di rapaci, alcune delle quali minacciate di estinzione.

I partecipanti al campo continueranno a scrutare il cielo e a censire questi splendidi migratori che l’Unione Europea ha voluto tutelare anche mediante l’istituzione della Zona a Protezione Speciale, purtroppo sempre meno tutelata dal degrado e dall’avanzare di un’edilizia che non sempre trova valide giusticazioni.

«Consigliamo a tutti di venire a farci visita, ma avvertiamo – spiega Anna Giordano, volontaria dell’Associazione mediterranea per la natura - ogni giorno la migrazione è diversa dall’altra. Ciò dipende molto dalle condizioni climatiche del Canale di Sicilia. Ma è una straordinaria occasione per osservare e fotografare diverse specie di rapaci (Falco pecchiaiolo, Albanella pallida, Falco di palude, Falco cuculo, oltre ad Aquile anatraie minori, Grifoni e Capovaccai...) nonché Cicogne sia bianche che nere ed altri veleggiatori, per un totale di ben 33 specie diverse, alcune accidentali, altre rare ma regolari, altre invece più comuni. Durante il campo, chi è meno esperto ha la possibilità di imparare a riconoscere i rapaci in volo e di affinare le proprie conoscenze sulle specie più particolari».

Falchi pecchiaioli in volo sullo Stretto-2

Dall'inizio del campo ad oggi i volontari hanno contato più di 13mila tra rapaci e cicogne, la maggior parte falchi pecchiaioli (nella foto), quasi novemila. La specie più comune in migrazione nello Stretto è il Falco pecchiaiolo, che transita in stormi composti anche da diverse centinaia di individui insieme. Localmente noto con il nome di Adorno, Orro, Ara, rapace che, quando, nel 1981, iniziarono a contrastare questa attività illegale all’epoca ampiamente tollerata anche dalle istituzioni, era la vittima prediletta (ma non l’unica) dei bracconieri. 

Il Falco di palude, il Nibbio bruno, sono a seguire le specie più facili da osservare, ma lo Stretto di Messina, per anni ignoto alla scienza, è oggi considerato un luogo perfetto per imparare a riconoscere le specie dei rapaci in Europa.

«Aspettiamo ancora il grosso della migrazione - continua Anna Giordano - Questa attività è nata negli anni 80 con la scoperta delle stragi che venivano compiute sui Monti Peloritani. Con Debora Ricciardi, presidente dell'Associazione mediterranea della Natura, abbiamo cominciato questa lunga battaglia con l'avvio del primo campo nell'84. La situazione è nettamente migliorata. Adesso abbiamo una rotta migratoria riconosciuta a livello internazionale, quando prima nessuno aveva idea che passassero cicogne e rapaci sullo Stretto, con cifre anche di 40, 50mila rapaci in due mesi che è un dato spettacolare, inaspettato e meravigliosamente bello». 

Ogni anno per presidiare i monti e contare i rapaci arrivano volontari da tutto il mondo, anche dall'America, per vivere insieme un fenomeno naturale tra i più belli e affascinanti al mondo.

E il 5 maggio a Dinnammare con la Cea

A proposito di rapaci, venerdì 3 maggio sarà presentata nella Sala Ovale di Palazzo Zanca, l’ottava edizione di “Dieci, Cento, Mille rapaci sul tuo orizzonte – La magia dello Stretto di Messina”, manifestazione patrocinata da Comune di Messina, Città Metropolitana di Messina, dai Parchi Regionali dei Nebrodi e delle Madonie, dal Parco Nazionale dell’Aspromonte, da Arpa Sicilia e dalla Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Centro Educazione Ambientale (CEA) Messina onlus, si svolgerà domenica 5, dalle ore 9.30 alle 11.30, nel piazzale del Santuario di Dinnammare, in collaborazione con la Lipu di Messina e la partecipazione di Rosario Sardella e Salvatore Pantò. 

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