Immobili Amam ed emergenza abitativa, sulle case da assegnare o liberare è "scontro" politico

Il consigliere Gioveni annuncia la data per alloggi ai senzatetto ma gli appartamenti sono pochi, Zuccarello e Puccio non se le mandano a dire, l'ex sindaco Accorinti parla dei bisognosi alla ex scuola Catarratti

La sede Amam a villaggio Ritiro

L'emergenza abitativa è il nuovo terreno di "scontro" politico sull'amministrazione comunale. Partiamo dalla nota del consigliere Libero Gioveni che annuncia: "Finalmente c'è una data per la pubblicazione della graduatoria per l'emergenza abitativa: dicembre 2019". È quanto emerso stamani nella VI Commissione convocata su richiesta di Gioveni con l'obiettivo di fare definitivamente chiarezza su una vicenda che tiene in ansia circa 600 famiglie che lo scorso anno avevano presentato regolare istanza al bando scaduto il 28 maggio 2018.

L'annuncio di Gioveni con beffa

"La dottoressa Tornesi del Dipartimento politiche della casa presente aula - afferma Gioveni - ha confermato che la redigenda graduatoria si fermerà alle prime 50 posizioni in quanto la disponibilità di alloggi prevista nel bando è quantificata in 25 unità, purtroppo però - prosegue il consigliere - ho contestato aspramente il fatto, confermato dallo stesso funzionario, che non ci sia al momento la disponibilità effettiva di questi 25 alloggi, per cui si potrebbe nuovamente verificare quanto vergognosamente accaduto in passato, ossia che si redigono graduatorie di aventi diritto, senza però questo diritto poterlo soddisfare proprio a causa dell'indisponibilità reale di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Pertanto - conclude Gioveni - ho chiesto che venga al più presto effettuato un censimento capillare degli alloggi disponibili al fine di tutelare il diritto che acquisiranno le prime 50 famiglie che attendono invano da circa 1 anno e mezzo il varo della tanto auspicata graduatoria".

Immobili Amam, l'attacco di Zuccarello e la difesa di Puccio 

Sugli immobili di proprietà Amam e occupati botta e risposta tra il presidente di Missione Messina e il vertice dell'Amam Salvo Puccio: "Nel mese di settembre del 2018, il sindaco De Luca alzava la voce dichiarando di aver trovato ben 19 immobili di Amam disponibili e dichiarava a gran voce “è vergognoso che migliaia di cittadini attendano le case vivendo nelle baracche e il Comune non si preoccupa di far sgomberare i propri immobili occupati abusivamente - scrive Zuccarello - Infatti, i suddetti immobili, sono abitati da dipendenti o eredi di ex dipendenti Amam, apparentemente “senza titolo” a farlo. Cosa ha fatto il sindaco dal 18 settembre 2018? Nulla! Ma ormai siamo abituati ai proclami social senza nessun fatto concreto a seguire. Meno male che a Messina, c’è chi non ha perso il “dono della memoria” ricordando ai cittadini di aprire gli occhi". Nel report Zuccarello ricorda sugli immobili Amam che 5 sono stati oggetto di contenzioso con sentenze definitive a favore di Amam, a cui per ogni procedimento per “occupazione sine titolo” è stato riconosciuto oltre allo sfratto, a titolo di risarcimento € 20.100 oltre a € 300,00 al mese fino all’effettivo rilascio avvenuto; 3 sono oggetto di analogo contenzioso con udienze e discussioni previste tra gennaio e giugno 2019; 4 occupate abusivamente; 2 inagibili ed inaccessibili; 1 assegnata con ordinanza comunale del 1992 a dipendente attualmente in servizio; 1 attualmente con atto interno assegnata a dipendente in servizio per controllo e guardiania magazzini e depositi esterni Amam; 1 a dipendente andato in pensione da 10 mesi per cui si è proceduto nel richiedere formale rilascio e consegna chiavi; 1 mai utilizzato e disponibile.

Puccio ha risposto così all'ex consigliere comunale: "Si vuole ringraziare Daniele Zuccarello, che non conosco personalmente, ma che leggo dalla stampa accendere i riflettori su una vicenda che ha davvero dell’incredibile; per questi immobili, negli anni 2011-2012 si era proceduto ad avviare intimazioni agli occupanti per la relativa liberazione ma, nonostante per molti di essi sia arrivata sentenza definitiva a favore di Amam, non si era proceduto, non si capisce perché e per quale volontà, alla liberazione mediante sfratto. Chi prima di noi amministrava Messina potrebbe dirci di più. Entrando nello specifico di quello che si è fatto da agosto 2018, si precisa che gli immobili in gestione ad Amam, nel corso degli anni, sono in totale 18 e non 19. L’Amministrazione De Luca si è occupata di provvedere alla liberazione del maggior numero di immobili possibile, imponendo una forte accelerazione anche in ordine alle lunghe procedure giudiziarie. Nello specifico: dei 18 immobili sono stati liberati 5, sette immobili ad oggi sono liberi e nella disponibilità del Comune che, purtroppo, dovrà intervenire per la loro agibilità visto che il rilascio spontaneo precedente era stato fatto senza  richiedere alcun onere aggiuntivo per le casse comunali agli allora occupanti; sono in corso le stime economiche finalizzate in tal senso, restano da liberare 6 immobili".

Controreplica di Zuccarello: "Come mai dei soli 5 appartamenti liberati su 18, solo 1 risulta sia stato riconsegnato al Comune e quindi messo a disposizione dell'Agenzia per il Risanamento, lasciando chiaramente in giacenza e inutilizzati ingiustificatamente gli altri 4.
Al contempo sarebbe oltremodo gradito avere chiarimenti sul perché tre appartamenti, allo stato attuale, risultino occupati o meglio abitati da dipendenti di Amam in servizio, facendo configurare l'idea di un benefit ingiustificato soprattutto trattandosi di 2 immobili vicini ai magazzini di proprietà dell'ente, già videosorvegliati e controllati dallo stesso, e al contempo, risulta incomprensibile come un dipendente che si occupi di amministrazione, sulla base di una delibera di 30 anni fa, possa occupare l'ulteriore immobile vicino a un serbatoio automatizzato e autosufficiente; che quindi che non necessita né controlli né guardiania. Infine vorremmo comprendere, se come risulta, ci sono immobili occupati da dipendenti andati in pensione l'anno scorso che senza titolo continuano a occuparli senza essere stati messi in mora, e senza che procedure opportune e legali siano state avviate. Sono convinto che non si tratti di favoritismo, o meglio me lo auguro, ma di distrazione all'interno di argomentazioni molto scomode per un'amministrazione comunale che non ha voluto gestire la situazione per come aveva preannunziato". 

L'ex sindaco Accorinti sull'ex scuola Catarratti

Anche il predecessore di Cateno De Luca ha voluto scrivere la sua sull'emergenza abitativa: "Spesso chi è abituato a fare cose sbagliate pensa che anche gli altri facciano cose sbagliate. Non sarà il caso del sindaco prescritto per abusi amministrativi vari (e condannato a pagare le spese giudiziarie), ma De Luca che avanza sospetti di assegnazioni "di comodo" concesse dall'amministrazione Accorinti somiglia al bue che dice cornuto all'asino. Nel caso delle famiglie occupanti la ex scuola di Catarratti, va detto che il verbale dei Vigili del Fuoco dichiarava inagibili i locali a causa del distacco di alcuni pannelli del controsoffitto in alcune aree limitate (ingresso e corridoio). Prima della delibera di comodato d'uso sono stati messi in sicurezza i pannelli del controsoffitto delle aree assegnate. Era chiaro che si trattava di una soluzione di emergenza abitativa temporanea in attesa di una soluzione definitiva. Soluzione definitiva che era possibile attraverso una serie di progetti messi in campo:Bando per graduatoria alloggi edilizia residenziale pubblica; alloggi per emergenza abitativa con fondi Pon Metro; assegnazioni con autorecupero; trasformazione in Unità abitative di immobili comunali inutilizzati.
Il Sindaco De Luca che si è fatto estendere la deroga alle graduatorie per poter assegnare alloggi discrezionalmente, al di fuori delle procedure ordinarie accusa il precedente per aver agito evitando che tre famiglie finissero in mezzo alla strada. Siamo alle comiche".

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