Accolto decreto ingiuntivo dell'Ato1, Sant'Agata Militello a rischio crack finanziario

Il tribunale civile di Palermo ha detto sì alle richieste della società che si occupa di rifiuti. Un debito di 7 milioni e mezzo di euro a carico del Comune. L'assessore Scurria annuncia opposizione al provvedimento

Il Comune di Sant'Agata militello, adesso, rischia seriamente di dover dichiarare il dissesto economico finanziario. L'Atome1, la società che si occupa di gestire la raccolta rifiuti, ha ottenuto un decreto ingiuntivo pari a 7.548.403.02 che potrebbero mandare gambe all'aria l'amministrazione guidata dal sindaco Bruno Mancuso. Ad accogliere il decreto il giudice Andrea Illuminati del tribunale civile di Palermo. Secondo l'opposizione il Comune è costretto a dirigersi verso il crack finanziario perché il debito, riconosciuto certo, liquido ed esigibile, non è contenuto nel Piano di Riequilibrio presentato alla Corte dei Conti. Il decreto ingiuntivo non è al momento esecutivo.

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L'assessore al Bilancio di Sant'Agata Militello, Antonio Scurria, replica così: “Alla luce delle nostre scritture contabili, le richieste della società Ato Messina 1 appaiono pretestuose e palesemente infondate. Il Giudice adito della sezione civile del Tribunale di Palermo, ha peraltro respinto la richiesta di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, nonostante la espressa domanda in tal senso formulata dalla società d’ambito in liquidazione. Ovviamente, proporremo opposizione alle richieste creditorie avanzate e, contestualmente, avvieremo azione legale per riscuotere i crediti, per oltre 1.200.000 euro, vantati dal Comune e che la società non ha mai onorato. Trattandosi di società partecipata – conclude Scurria – attiveremo, inoltre, in qualità di socio, ogni accertamento consentito dalla legge in ordine alla regolarità ed alla legittimità di tutti gli atti di gestione societaria, ponendo in essere, ove occorra, ogni conseguente azione a tutela dei superiori interessi pubblici”.

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