Natale a Piazza Cairoli, i consigliere di LiberaMe chiedono l'accesso agli atti

Non sono bastate le scuse del sindaco e il costo del biglietto dimezzato a far rientrare le polemiche sul “Giardino delle luci” organizzato degli imprenditori di Messina In Centro. I dubbi di Felice Calabrò, Alessandro Russo e Antonella Russo

Il sindaco Cateno De Luca in posa al Giardino delle Luci

Non sono bastate le scuse del sindaco Cateno De Luca, la decisione di rimuovere il tendone da cantiere a Piazza Cairoli e il biglietto di ingresso dimezzato per placare le polemiche sul Natale organizzato dall'associazione di imprenditori Messina In Centro.

A chiedere di fare chiarezza a 360 gradi su tutta l'organizzazione che ha scatenato migliaia di proteste sui social sia per i costi sia per l'impatto estetico, sono i consiglieri Felice Calabrò, Alessandro Russo e Antonella Russo che chiedono di liberare immediatamente Piazza Cairoli “dall'orrenda recinzione in materiale di cantiere, nera e lugubre, inframezzata da reti e recinzioni in ferro che sembrano più che altro tracciare un campo di prigionia piuttosto che un villaggio natalizio, che accoglie famiglie e bambini”. 

“Ci domandiamo - si legge in una nota dei tre esponenti politici - quale idea di città e del Natale abbia in mente la Giunta De Luca, nel momento in cui confonde il periodo natalizio con l’ennesima occasione utile per realizzare a Piazza Cairoli, luogo di identità della comunità messinese, un mercatino di cibo e di bevande quasi fosse la naturale prosecuzione delle analoghe iniziative che si tengono nei mesi precedenti. Dalla gestione del patrimonio pubblico, alle aziende partecipate, adesso si persegue anche la privatizzazione degli spazi aperti, che sono patrimonio di ogni messinese. Mai avremmo pensato di vivere l’incubo della piazza del centro città, che costituisce l’agorà cittadina, recintata e preclusa alla pubblica fruizione, subappaltata a chi, con l’occasione del Natale, intende perseguire benefici economici privati”.  

I consiglieri di LiberaMe faranno oggi ormalmente richiesta di accesso a tutti gli atti relativi alla vicenda in questione, per chiarirne i passaggi e accertarne eventuali responsabilità. La priorità resta “l’immediata riapertura ai cittadini di Piazza Cairoli”.

Non convincono, infine, le motivazioni del sindaco che ieri in diretta facebook ha spiegato di assumersi tutte le responsabilità ma di non essere a conoscenza di quel tipo di organizzazione, anzi che il tendone in questione non era stato autorizzato.

Per i tre consiglieri nella giornata precedente, al momento della inaugurazione del “villaggio” di Piazza Cairoli, il sindaco aveva ben chiaro sotto gli occhi le condizioni della Piazza, la preclusione di ampie sue parti se non con biglietto a pagamento. “E’ accettabile pensare che il sindaco “non sapesse” nulla o forse, ascoltato l’umore giustamente arrabbiato della città, si è reso conto di dover fare la solita retromarcia scaricando responsabilità all’assessore di turno o al dirigente da bastonare del momento? Sortendo magari anche il risultato politico di essere stato il risolutore del problema, anziché la causa? Pare di assistere al solito cliché: appena il sindaco si accorge che una scelta della sua amministrazione suscita la ribellione dei cittadini, allora simula stupore e corregge il tiro; in mancanza di reazioni indignate, avrebbe invece lasciato tutto al suo squallido posto… Se, invece, dovessimo accettare l’ipotesi clamorosa che della vicenda il sindaco non sapesse nulla (notizia che avrebbe del clamoroso, visto l’occhio vigile del sindaco su ogni aspetto organizzativo e gestionale) ci chiediamo - conclude la nota - chi si sia approfittato, negli uffici comunali, della buona fede dell’amministrazione, forzando la mano a tal punto da privatizzare una parte così significativa della Piazza del centro città, sottraendola alla fruizione natalizia di tutti i cittadini”.

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