Ponte sullo Stretto? Cancellieri: “Non mi faccio distrarre dalle prese in giro”

Il viceministro delle Infrastrutture occorre prima “mettere in sicurezza gallerie, strade esistenti e a realizzare le opere già finanziate ma bloccate dalla farraginosa burocrazia”. Ma l'assessore Grasso insiste: “Apriamo i nostri orizzonti”

"Oggi, tornare a parlare di ponte sullo Stretto di Messina, con decine di milioni di euro già stanziati per opere infrastrutturali immediatamente cantierabili, ma impantanati nei meandri della burocrazia, rischia di diventare l'ennesima burla per il meridione e per l'Italia intera".

Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, commenta così le notizie di questi giorni che vedono il ponte sullo Stretto tornato protagonista nel dibattito pubblico. "In questo momento - continua Cancelleri - preferisco concentrarmi sulle cose che possono dare immediate risposte al Paese. Non voglio farmi distrarre da discorsi che, se pur affascinati, soprattutto in questo momento storico, rischiano di sembrare utopistici o, nella peggiore delle ipotesi, delle prese in giro".

"Il Mezzogiorno ha il primato per le infrastrutture più obsolete - prosegue il viceministro - pensiamo subito a mettere in sicurezza i ponti, le gallerie, le strade esistenti e a realizzare le opere già finanziate ma bloccate dalla farraginosa burocrazia. Stiamo parlando di oltre 100 miliardi di euro da poter spendere immediatamente. Sblocchiamo questi soldi, rimettiamo in moto l'Italia e poi, prometto, inizierò a discutere anch'io del ponte sullo Stretto".

Oggi anche il presidente di Italia Viva Ettore Rosato in diretta a 'Italia Viva Sicilia Live' è tornato sulla questione ("un'opera che in altri Paesi sarebbe stata già realizzata”) nonchè il segretario della presidenza della Camera dei deputati Francesco Scoma di Italia Viva:  "La cultura del pessimismo e del no a tutto stanno da tempo decidendo alcune scelte importanti che riguardano il rilancio complessivo dell'economia nazionale e soprattutto quella del Meridione e della Sicilia che ne rappresenta un'ampia fetta. Con la costruzione del ponte potremmo ricucire tante ferite del Paese e stimolare l'occupazione con la creazione di migliaia di posti di lavoro e garantire collegamenti efficienti".

Convinti della bontà dell'opera il governatore Musumeci che chiede al governo di passare ai fatti e l'assessore regionale alla Funzione pubblica, Bernadette Grasso: "Può sembrare inverosimile ma, proprio oggi, per la Sicilia parlare di Ponte sullo Stretto è una necessità vitale. Ci sono tutte le condizioni. E siamo contenti di leggere che quella stessa sinistra antimoderna che, nel 2007, strappò a tutti noi questa grande opera, adesso lo riscopra. Da Renzi a Franceschini, come se niente fosse tutti parlano del Ponte e si schierano a favore del progetto. Ma noi siciliani non lo scopriamo certo oggi".

"Oggi, nel pieno della grave crisi internazionale del Covid 19 - si domanda l'esponente azzurra - cosa c'è di più saggio che indirizzare gli investimenti pubblici - anche considerando la pioggia di miliardi che attendiamo dall'Europa - verso quella che sarebbe la più grande infrastruttura della storia del nostro Paese?"

"Il Ponte cambierebbe gli spostamenti e la logistica d'Italia - prosegue Grasso - ed è facile intuirlo se si pensa che dallo Stretto transitano oltre 11 milioni di passeggeri l’anno e un flusso enorme di merci. Una ricchezza che potrebbe trovare in Sicilia, grazie al Ponte, la sua naturale base infrastrutturale. L’Alta velocità ferroviaria, da poco arrivata fino a Reggio, senza Ponte non potrà mai raggiungere la Sicilia. Con il Ponte, invece, si ripristina la continuità territoriale del Paese e si liberano i siciliani dalla schiavitù degli aerei dai prezzi impossibili. La Sicilia sarebbe più facilmente accessibile, e così anche le nostre risorse agricole, le nostre bellezze storiche e naturalistiche. Lo stesso Ponte diverrebbe di per sé una grande attrazione turistica, come la Tour Eiffel o il Golden Gate". 

"Apriamo i nostri orizzonti. Proprio oggi che tutto sembra in declino, non è eretico dire che si sono venute a creare le condizioni socio-economiche che pongono il Ponte al centro dell’Agenda politica del Paese", conclude Bernardette Grasso.

articolo aggiornato alle 17.23 dell'1 giugno 2020 // aggiunta dichiarazione Francesco Scoma

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