Dipendenti pubblici e post del sindaco su facebook, i sindacati: “Il pubblico ludibrio non risolve i problemi della città”

Csa e Cisal scrivono a De Luca dopo l'ultimo attacco “social” per la viabilità a Torre Faro. “Città sempre più maleducata e violenza. La sete di sangue mette a rischio l'incolumità di operatori e dipendenti”

“Abbiamo condiviso e condividiamo con decisione gli obiettivi del “Salva Messina” e proprio per questo non possiamo che essere d’accordo su un cambio di passo nella gestione di alcuni servizi, ma preferiremmo che fossero i risultati ad evidenziare tale cambiamento, lontano da generalizzazioni e spettacolarizzazioni che nulla aggiungono all’azione dell’amministrazione e fomentano un clima di cui non si sente la necessità”.

Una lettera dai toni pacati e concilianti quella firmata dai segretari generale Csa e Cisal, rispettivamente Piero Fotia e Santino Paladino, dal segretario aziendale CSA del Comune di Messina Contestabile e dai responsabili settore Polizia Municipale e componenti Rsu Gaetano Giordano e Carlo Abbate.

Talmente pacata da risultare un pugno nello stomaco nel suo mettere in evidenza la differenza con i toni utilizzati dal sindaco Cateno De Luca nel suo profilo facebook.

Facciamo un passo indietro. Il primo cittadino, dopo una notte di fuoco e disservizi in termini di viabilità a Torre Faro, si è scagliato contro Atm e vigili urbani, in particolare minacciando provvedimenti contro il comandante del reparto Viabilità e contro l'autista che guidava l'autobus rimasto bloccato per colpa degli incivili. 

Messaggi e pensieri ripetitivi, ossessioni contro i fannulloni, tra l'altro anche giustificate, che si trasformano però sempre più in sorgenti di violenza collettiva, quantomeno verbale.

Così è stato anche in questo caso, con la drammatica ondata di insulti social che stavolta hanno spinto il Csa a fare al sindaco una vera e propria lezione di stile che nasce anche dalla preoccupazione che il clima d'odio generi conseguenze più gravi.

La lettera al sindaco

“Non vogliamo certamente nascondere il sole con la rete - scrivono i sindacalisti - il Csa ha più volte denunciato nelle opportune sedi alcune storture nella gestione del personale e le carenze d’organico del Corpo della Polizia Municipale.

Le ultime uscite del sindaco però ci spingono a riflettere sul rischio che accomunando nel pubblico ludibrio di FB l’intera categoria senza rappresentare alcuni dettagli fondamentali alla comprensione delle vicende si raggiunga solo l’obiettivo di soddisfare la congenita sete di “sangue” di buona parte dell’opinione pubblica esponendo peraltro chi è in prima linea nell’assolvimento del proprio dovere a dover fronteggiare ogni giorno atteggiamenti che potrebbero sfociare in vere e proprie aggressioni, senza che ciò porti, di contro, ai cambiamenti di efficienza che tutti auspichiamo.

Vorremmo chiarire al sindaco De Luca, e basterebbe leggere i commenti ai suoi post per comprenderlo, che le reazioni molto spesso coinvolgono tutti i dipendenti senza distinzione fra quelli (pochi) che magari non fanno fino in fondo il proprio dovere e quelli (e sono certamente la maggioranza) che invece portano avanti, fra mille difficoltà e carenze d’organico e mezzi, le proprie attività, consentendo peraltro all’amministrazione di raggiungere importanti obiettivi. Nel caso della Polizia municipale, solo per fare un esempio, a prescindere dal cattivo gusto di qualche commento sugli aspetti fisici che ci piacerebbe essere stigmatizzato anche dal primo cittadino, gli sfoghi dell’utente (magari giustamente sanzionato) non avranno come obiettivo gli agenti che  operano negli uffici (peraltro per comprensibili motivi organizzativi o di salute), ma più facilmente nei confronti di agenti (appiedati, automontati e Motociclisti) che garantiscono quotidianamente (con gli evidenti limiti che il sindaco sottolinea) il controllo della viabilità e del  territorio.

La città di Messina - conclude la lettera - ha ormai raggiunto livelli di illegalità diffusa, di maleducazione e di inciviltà (per non dire di vera e propria delinquenza) che dovrebbero far riflettere sull’esigenza di agire per mettere ordine in determinati settori ma senza mettere a rischio l’incolumità degli  operatori e dei dipendenti esposti, dal momento che non tutti abbiamo l’equilibrio di leggere criticamente i post di FB e le notizie di stampa.

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