Ricerche e nuovi farmaci sul cancro, Spadaro: “Ma anche passeggiare allunga la vita”

Decima edizione del World Cancer Day con il primario di Villa Salus che punta tutto sulla prevenzione e lo stile di vita mentre Lions prepara l'incontro con la punta di diamante dell'oncologia, Armando Santoro. Il manuale per vivere a lungo

Arriva una buona notizia per i malati di tumore. La Regione Siciliana ha dato il via alla prescrivibilità e rimborsabilità di un nuovo trattamento, una combinazione di venetoclax e rituximab, “in grado – assicura il prof Francesco Di Raimondo” direttore di ematologia al Policlinico di Catania - di aumentare per chi soffre di leucemia linfatica cronica  le remissioni complete e il tasso di risposta complessivo nei pazienti che non hanno risposto alle terapie precedenti”.

E’ una buona notizia perché evita la chemioterapia, è rimborsata dalla Regione e per la prima volta può essere prescritta per una durata limitata e non a vita: dopo 24 mesi i malati potranno interromperne l’assunzione. La nuova combinazione inibisce in maniera selettiva la funzione della proteina BCL-2 e quindi attiva la morte programmata delle cellule tumorali, incluse le cellule cancerose controllando eventuali effetti collaterali.

Passi avanti che lasciano sempre più sperare grazie alla ricerca e aprono nuove prospettive. Ma quello che non occorre mai dimenticare è che contro il cancro è lo stile di vita l’arma più efficace. 

E’ con questa consapevolezza che il 27 marzo il Lions Club Messina Ionio promuove e organizza il Service: “Stile di vita sano: perché sceglierlo e da dove iniziare”. Relatore nell’ Aula Magna del Rettorato, una punta di diamante dell’oncologia messinese, il professore Armando Santoro, che da anni opera all’Istituto “Humanitas” di Milano. Sarà un incontro aperto al pubblico, che avrà un seguito nel pomeriggio nei locali della Libreria “Mondadori” (ex-Ciofalo) con la presentazione del volume «Cent’anni da Leoni, Manuale per vivere a lungo senza rinunce», edito da Mondadori nel 2018. Milanese, classe 1973, laureato in biotecnologie della salute, Soffientini cura una rubrica per il “Corriere della Sera” e illustra nel suo libro com’è possibile vivere a lungo e in modo sano, basandosi sui risultati dei più moderni e attendibili studi scientifici.  

Ma c’è un altro appuntamento importante a breve che punta tutto sulla necessità di sensibilizzare alla prevenzione. Il 4 febbraio, in occasione del “World Cancer Day”, giunto alla sua decima edizione, il messinese Pietro Spadaro, primario oncologo Casa di Cura “Villa Salus”, coordinerà un’iniziativa da svolgersi presso il Circolo del Tennis e della Vela, presieduto da Antonio Barbera.

Da poche settimane eletto alla presidenza della sezione metropolitana della L.I.L.T. (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), Spadaro si è subito dato da fare con alcune interessati iniziative mirate proprio alla prevenzione neoplastica. Nel corso della giornata, che si avvale del sostegno dell’O.M.S., verrà sottolineata l’importanza dell’agire individuale e dell’ìmpegno in prima persona sulla prevenzione oncologica, oltre a migliorare l’accesso ai programmi di screening precoci.

“La ricerca scientifica” spiega Spadaro “ ha evidenziato che la maggior parte delle neoplasie non hanno origine genetica; studi multicentrici dimostrano infatti che i geni sono responsabili di appena il 10% della genesi dei tumori, e quindi un’ampia casistica sarebbe prevenibile attraverso gli stili di vita come l’abolizione di fumo e alcol, alimentazione sana ed attività fisica adeguata. A quest’ultimo riguardo, si è visto che sono sufficienti 20-40 minuti di camminata a passo sostenuto per 3-4 volte la settimana per evitare questa come tante altre malattie. Come si vede, basta poco a volerci più bene, quel tanto almeno che è sufficiente a mantenere uno stato di benessere ottimale”.

Malgrado l’aumento della sua incidenza in tutto il mondo, i numeri dimostrano infatti l’importanza della cultura della prevenzione come arma contro il cancro. Una cultura vincente, almeno in Italia, nazione in controtendenza rispetto alla media europea. 

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Ma andiamo per ordine con alcune cifre importanti. Statistiche del 2019 stimano nella nostra Nazione in 371.000 le diagnosi di tumori (196.000 uomini e 175.000 donne), con una maggior incidenza dei carcinomi mammari (53.500), del colon-retto (49.000), del polmone (42.500), della prostata (37.000) e della vescica (29.700). Si assiste inoltre a una crescita numerica dei tumori a carico della mammella, del pancreas, della tiroide e dei melanomi. A fronte di questi numeri, certamente preoccupanti, si osserva però che quasi tre milioni e mezzo d’italiani (il 5.3% dell’intera popolazione) sopravvive dopo la diagnosi grazie ad armi terapeutiche sempre più efficaci, ma soprattutto a causa di una maggior adesione ai programmi di screening. Ben il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono ancora vivi a 5 anni dalla diagnosi e almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale - in altri termini è guarito.

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