Un messinese primo italiano al brutale torneo filippino di arti marziali armate, la bella storia di Nicolò Ragalmuto

Il 10 aprile tutti pronti a tifare per il 37enne pluricampione di thai boxe e stick fighting che combatterà al Juego Todo. A tu per tu con un atleta che sta facendo la storia dello sport e da dieci anni aiuta vip e facoltosi imprenditori a tenersi in forma. Con questi segreti

La voglia di combattere su un ring gli è entrata in testa da ragazzino e non è mai andata via, nonostante la diffidenza dei suoi genitori che ritenevano le arti marziali troppo pericolose.

Nicolò Ragalmuto, messinese di 37 anni, è andato contro tutto e tutti e ce l'ha fatta: ha conquistato il titolo intercontinentale e mondiale di thai boxe e quattro trofei nazionali, portando in tutto il mondo il nome della sua città.

Una storia di sport, ma anche di vita, scritta da un atleta che ha dato priorità assoluta alla sua passione e alla voglia di raggiungere tutti gli obiettivi, anche quelli più impensabili. 

E adesso all'orizzonte c'è una nuova sfida. Nicolò il prossimo 10 aprile volerà nelle Filippine per combattere nel "Juego Todo", un torneo di arti marziali miste armate. Ma prima di scendere in campo, ha già scritto un record: sarà il primo atleta italiano in assoluto a partecipare alla manifestazione. Ad accompagnarlo il maestro Andrea Rollo e il manager Gianluca Senna.

"A dire il vero - racconta Ragalmuto a Messina Today - finora in questo torneo hanno gareggiato solo atleti filippini. Posso dire di rappresentare il resto del mondo, non solo l'Italia. Avere questa possibilità è un grande privilegio e darò il massimo per arrivare fino in fondo".

Non sarà una passeggiata. Il "Juego todo" combina, infatti, diverse discipline e prevede anche l'utilizzo di bastoni e tecniche proprie delle arti marziali miste. "Da pugni e calci - spiega - si passa ai bastoni e infine alla lotta a terra senza esclusione di colpi. Negli ultimi anni mi sono avvicinato a questa disciplina dopo aver studiato il Kali, un'antica arte marziale che nella sua parte non sportiva prevede anche l'utilizzo di armi come machete o coltelli".

Le prime mosse sui ring di Messina

Nicolò Ragalmuto è quasi nato con la tuta. Fin da bambino ha iniziato a praticare diversi sport per poi restare affascinato dalle arti marziali. "Ho iniziato con il calcio e la pallamano, ma poi ho scoperto il ring ed è stato amore a prima vista. I miei genitori non volevano, credevano fosse pericoloso e ho dovuto insistere a lungo per poter continuare a lottare. A Messina ho trovato l'ambiente giusto per crescere e devo dire grazie a Mauro Samperi, il mio primo maestro".

A 17 anni Nicolò indossa i guantoni da pugile. "Ho iniziato a praticare boxe e nel 2003 sono stato campione regionale. Poi mi sono dedicato alla thai boxe e sono riuscito a conquistare quattro titoli nazionali, un trofeo mondiale e quello intercontinentale nel 2006".

Il segreto di una mentalità vincente

"In discipline impegnative come le arti marziali - ammette l'atleta messinese - le doti caratteriali contano più di quelle fisiche. Sono sempre stato caparbio e se una cosa mi appassiona metto tutto me stesso. E' questo il segreto, per me non esistono ostacoli e questo approccio mi aiuta anche nella vita di tutti i giorni".

A 37 anni Nicolò non ha smesso di stupire. Lo scorso 2 febbraio si è laureato per la seconda volta campione italiano di stick fighting, nel 2019 si era invece imposto a livello europeo. Successi conquistati praticamente da neofita. "Mi sono accostato a questa disciplina da due anni e alla mia prima esperienza agonistica ho vinto. Ma nessuno ti regala nulla, trascuro la mia famiglia e il mio lavoro per allenarmi ogni giorno".

Da lottatore a personal trainer dei vip

Nicolò Ragalmuto ha trasformato la sua passione in una vera professione. Dal 2007 vive a Roma dove lavora come personal trainer. Tra i suoi clienti anche noti personaggi dello spettacolo e importanti imprenditori. "Dopo la laurea a Messina in Scienze Motorie ho proseguito gli studi a Roma. Sono diventato istruttore e tre anni fa ho aperto uno studio tutto mio, curo l'attività fisica di tanti personaggi famosi e per me è un motivo di grande orgoglio. Ma nello stesso tempo mi occupo di formazione e collaboro con il Coni. Mi piace condividere con altri tutto quello che ho imparato e per questo ho scritto diversi libri".

Una vita ormai lontano da Messina che non gli fa però dimenticare le sue origini. "Torno spesso in città - racconta Nicolò - devo tutto a questa terra dove ci sono buone scuole di thai boxe e le arti marziali sono tenute in considerazione. E' uno sport che espone a rischi, ma c'è un gran rispetto e un'etica di fondo che in altre competizioni non si esistono".

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