Calcio e cori razzisti a Lukaku, quella volta che a Messina Zoro voleva lasciare il campo

L'insulto all'attaccante belga dell'Inter Romelu Lukaku, è solo l'ultimo di un malcostume che ha colpito spesso negli ultimi anni la Serie A. Nel 2005 l'ennesimo insulto al difensore giallorosso che concluse la gara solo per l'incoraggiamento dei compagni. Tutti i precedenti

Marc Zorò e Adriano

L'episodio di Cagliari con i cori razzisti, seppur da parte di una frangia minoritaria dei tifosi rossoblu, nei confronti dell'attaccante belga dell'Inter Romelu Lukaku, è solo l'ultimo di un malcostume che ha colpito spesso negli ultimi anni la Serie A. Proprio in Sardegna era già successo due anni fa a Matuidi, e poi a Kean, entrambi giocatori della Juventus e questa volta a Lukaku.

Ma l'elenco è lungo e tocca tutti i punti dello stivale. Nella stagione 2000-2001 Akeem Omolade, attaccante del Treviso, entra in campo dalla panchina, in casa, contro il Pescara. La curva del Treviso lo ricopre di fischi.

Un episodio che colpisce i compagni di squadra, che nella seguente gara interna, contro il Genoa, scendono in campo col volto dipinto di nero: i titolari, i giocatori della panchina e l'allenatore. Nel novembre 2005 arriva il caso del difensore del Messina Marc Andrè Kpolo Zoro, impegnato al San Filippo per Messina - Inter. L'ivoriano al 21' del secondo tempo, all'ennesimo insulto a sfondo razzista ricevuto dagli spalti, prende in mano il pallone e minaccia di lasciare il campo. Poi compagni e avversari, Adriano in testa, lo convincono a concludere la gara.

Cosa che invece fece Kevin Prince Boateng durante un'amichevole. Durante l'amichevole contro la Pro Sesto nello stadio di Busto Arsizio, stanco dei continui cori razzisti rivolti ai calciatori neri del Milan e provenienti dal settore dei tifosi della squadra avversaria, il milanista prima scagliò il pallone contro la rete di recinzione, poi lasciò il campo rifiutandosi di continuare a giocare, seguito dal resto della squadra.

Perse la pazienza anche Samuel Eto'o, a Cagliari. Il 17 ottobre 2010, al terzo minuto della sfida tra i rossoblù e i nerazzurri, quando una parte dei tifosi cagliaritani cominciò a bersagliare il calciatore con "buu" razzisti. L'arbitro Tagliavento fermò il gioco e invitò gli speaker del Sant'Elia a diffondere un messaggio con il quale si ricordava al pubblico che in caso di nuovi episodi la partita sarebbe stata sospesa. Al 39', Eto'o segnò e mimò le movenze di una scimmia, in polemica con chi lo aveva preso di mira.

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Tra i più recenti quello dell'aprile 2017, quando l'allora centrocampista del Pescara Muntari lasciò il campo per gli insulti ricevuti, e quello legato a Kalidou Koulibaly a San Siro, durante il posticipo del boxing day, la giornata di Serie A di Santo Stefano, tra Inter-Napoli. I "buu", gli ululati della Curva Nord nerazzurra hanno colpito Kalidou Koulibaly, il centrale della squadra di Carlo Ancelotti.

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