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Giovedì, 6 Ottobre 2022
MessinaToday

"A Stromboli un disastro, subito un piano strategico sull'ambiente"

È quanto dichiara Giuseppe Gennuso, componente della DC Nuova: "In Sicilia 138 Comuni non hanno un piano di protezione civile"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

“Stromboli è in ginocchio, gli abitanti ancora tolgono fango e detriti da abitazioni e strade e il sindaco ha chiesto lo stato di calamità. Ancora una volta si assiste ad un’emergenza che doveva essere evitata. L’incendio di fine maggio che ha distrutto piante e alberi ha reso il terreno privo di vegetazione e, sotto l’incessante pioggia, sono venuti giù dalla montagna sabbia e fango. Come si può pensare ad abbandonare un territorio e non prevedere che l’incuria si tramuti in tragedia? Purtroppo in Sicilia manca una strategia sull’ambiente. Ma non solo, basti pensare che 138 comuni siciliani, il 35%, non possiede un piano di protezione civile e questo anche a causa della mancanza di fondi”. Lo dichiara Giuseppe Gennuso, componente della DC Nuova e candidato alle prossime elezioni regionali. “A farne le spese, come sempre, è l’uomo. È come se il passato non fosse mai esistito, come se l’esperienza non servisse a migliorare. Ancora non abbiamo capito che la Terra va amata e custodita, protetta e alimentata. Gli eventi climatici violenti si susseguono sempre più velocemente e quasi non capiamo che se non adottiamo una politica ambientale nell’immediato, le conseguenze saranno catastrofiche. Ecco perché – continua Gennuso - ci vuole un piano a difesa del territorio, dove scene come quelle di Stromboli vengano previste e quindi il territorio messo subito in sicurezza, dove lo scempio della costa agrigentina, che va sempre più restringendosi a causa dell’erosione del mare, sia affrontato alla radice e non “curato” con interventi tampone, che sono solo palliativi e non scongiurano il crollo di costoni rocciosi a causa dei marosi che si sviluppano in occasione di forti mareggiate”. “Bisogna avviare una progettazione che preveda la salvaguardia del territorio siciliano, sia esso marino che montano, conservandone anche l’integrità paesaggistica. Non è un sogno, tutto può essere realizzato, basta volerlo e programmare. Le questioni legate all’erosione costiera, così come le problematiche inerenti ad altri tipi di dissesti idrogeologici, sono un tema che non può non essere al centro della politica. Se da un lato è vero che questi problemi sono da ricercare prevalentemente nei comportamenti che l’uomo, dalla rivoluzione industriale in poi, ha tenuto nei confronti della natura, è pur vero che la politica e le Amministrazioni non hanno mai programmato, limitandosi ad interventi tampone. È finito il tempo di questi tipi di rimedi, la politica deve e può fare molto per il proprio territorio con un piano strategico sull’ambiente”, conclude Gennuso.

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