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Il filosofo russo Dugin all'università, monta la polemica

La presa di posizione della Federazione italiana associazioni partigiane contro l'intellettuale che interverrà martedì prossimo al rettorato. Antonio Matasso, dirigente socialista ed esponente della Fiap chiede "un intervento delle autorità accademiche"

E' polemica per la presenza del filosofo russo Aleksandr Dugin, prevista per martedì prossimo all'università. A contestarla è la Federazione Italiana associazioni partigiane. La sua presenza, come recita una nota, "suscita lo sdegno della Fiap" . "È verosimile che in Italia siano pochi a sapere chi è Dugin, – afferma una nota della Fiap – ma forse è il caso di ricordare che si tratta di un personaggio inquietante che teorizza il cosiddetto neo-eurasiatismo, vale a dire la costruzione di un blocco politico e strategico imperniato sulla Russia in aperta antitesi ai valori dell’Occidente democratico e liberale. Nemico dichiarato di Israele, si nasconde dietro quell’antisionismo che, per molti elementi dell’estrema destra, serve spesso a celare un sostanziale antisemitismo. Si richiama apertamente al filoso razzista e fascista italiano Julius Evola ed in Russia ha costituito gruppi politici denominati “nazionalbolscevichi”, il cui contrassegno era la bandiera del Terzo Reich con al centro lo stemma sovietico in versione nera, al posto della svastica".

Il controverso intellettuale dovrebbe parlare nell’aula Cannizzaro del Rettorato dell’università. Secondo Antonio Matasso, dirigente socialista ed esponente della Fiap, «sarebbe auspicabile un intervento delle autorità accademiche, allo scopo di effettuare una valutazione di opportunità circa la presenza di Dugin all’interno dell’Ateneo».

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