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Domenica, 14 Aprile 2024
Attualità Tripi

A Tripi riaffiorano resti dell'antica Abakainon

Gli archeologi hanno portato alla luce i resti di un'imponente stoà d’epoca greco-romana

A Tripi, paesino di appena 750 anime del Messinese, incastonato tra i monti Nebrodi e Peloritani, gli archeologi hanno portato alla luce i resti di un'imponente stoà d’epoca greco-romana. Blocchi di pietra e un terrazzamento identificano questo spazio nel portico che generalmente è prospiciente la piazza, l’agorà. La scoperta conferma l’ubicazione di Abakainon, città di origini antichissime citata da Diodoro Siculo. Il prossimo 6 aprile, dalle 9.30, nella sala conferenze dell’Hotel Rosa dei Venti, nella frazione di Campogrande che guarda alle isole Eolie, saranno presentati dagli archeologi gli esiti degli scavi condotti in contrada Piano. Presenti, tra gli altri, gli assessori regionali ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, e al Turismo Sport e Spettacolo, Elvira Amata, oltre a il sindaco, Michele Lemmo, e alla soprintendente ai Beni Culturali di Messina, Mirella Vinci.

Dimenticata per secoli, cancellata dalla storia e dalle mappe e ridotta ad agglomerati di case sparse, la greca Abakainon, Abacaenum per i romani, era una delle più importanti città della Sicilia. Votata all'agricoltura e perfettamente inserita nei traffici commerciali del tempo, governava su un territorio molto vasto che andava dal mar Tirreno fino alle pendici dell'Etna. Florida e sostenuta da divinità benevole, decise di coniare monete, di cui splendidi esemplari si trovano perfino al British Museum di Londra, oltreché al Museo Santi Furnari nel centro del paese, che per i suoi ori è considerato una vera e propria gioielleria dell’antichità. Fu il suo essere alleata di Cartagine e, poi, tra gli infedeli sudditi di Roma a decretarne la distruzione e la scomparsa. Così si riteneva fino a tempi recenti. Tuttavia, il rinvenimento di monete nei recenti scavi sembrerebbe riscriverne la storia. Sin dalla seconda metà del secolo scorso, ipotesi accreditate cominciarono a esserci sulla sua effettiva collocazione in territorio tripense e, soprattutto, sulla sua estensione e grandezza. Le campagne di scavo promosse dall'attuale amministrazione comunale hanno confermato inconfutabilmente la presenza di una città grande e ricca.

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