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Ospedale Piemonte accorpato al Papardo? La Uil Fpl non ci sta

Finora sono solo voci di corridoio, ma il sindacato sceglie di mettere la mani avanti per scongiurare l'ennesimo ribaltone nei delicati assetti della sanità messinese

Il futuro dell'Ospedale Piemonte è a rischio, almeno a giudicare dai toni usati dalla Uil Fpl. Il sindacato, con una nota firmata dai segretari Ivan Tripodi e Pippo Calapai, tuona contro la possibile riproposizione dell'accorpamento della struttura di viale Europa con il Papardo. Finora solo voci di corridoio, ma sufficienti a far allarmare gli addetti ai lavori. Un'ipotesi già prospettata l'anno scorso dal deputato all'Ars Luigi Genovese, autore di un disegno di legge che prevedeva proprio il ritorno all'unione tra le due strutture sanitarie. La proposta causò un vespaio di polemiche e venne momentaneamente accantonta. 

"Sembra che qualcuno che tiene le leve del comando - precisano Tripodi e Calapai -  la notte invece di dormire pensi come affossare la sanità messinese o trarre vantaggio da essa. Oggi che finalmente l’ospedale Piemonte, accorpato attraverso la legge regionale n. 24 dell’ottobre 2015, è stato fortemente rilanciato e riconosciuto Dea di I° livello, qualcuno tenta di tagliargli le gambe. Tutto ciò, forse per favorire il privato? Oppure per gestire i famosi 91 milioni di euro assegnati all’Irccs per il suo potenziamento”.

La Uil Fp mette le mani avanti e si dice pronta a scendere in campo così come avvenuto tre anni fa quando istituzioni e cittadini si compattarono per blindare il futuro del Piemonte unito poi all'Irccs. “Siamo pronti a difendere l’ospedale Piemonte come già fatto in passato assieme ai cittadini ed ai lavoratori a tutela della sanità messinese, nell’esclusivo interesse della città e dei lavoratori”.

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