Martedì, 19 Ottobre 2021
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Aggressioni negli ospedali, la Fsi-Usae a Grillo: “I suoi provvedimenti inutili, negli ultimi due anni una carneficina”

Il sindacato torna a chiedere un incontro urgente al ministro della Salute e dell'Interno. Le denunce e il disegno di legge per garantire la sicurezza nelle strutture ospedaliere

“Riprendere il lavoro in Parlamento per approvare una  legge contro le aggressioni agli operatori della sanità”. Lo scrive in un post su facebook il ministro alla Salute Giulia Grillo dopo gli ennesimi episodi di violenza che si sono verificati a Palermo e al San Vincenzo di Taormina.

Una promessa che ha scatenato però le reazioni della Fsi-Usae Sicilia. E non certo positive. “Con le misure intraprese l’anno scorso dal ministro Grillo contro le aggressioni ai sanitari introdotte nel suo ddl approvato il 28 settembre 2018 non è cambiato nulla - si legge in una nota del sindacato -  Non ha inserito nel suo provvedimento i posti di polizia. Approvare una legge per rafforzare la sorveglianza non basta è stato sostanzialmente quello che si è fatto in questi ultimi 5 anni, ma non ha dato i risultati che ci aspettavamo”

Calogero Coniglio, segretario regionale della Fsi-Usae chiede invece di coinvolgere il ministro dell’Interno per autorizzare i posti di polizia nei grandi ospedali metropolitani e ricorda anche le iniziative di protesta sulla mancanza di sicurezza del personale sanitario nelle strutture sanitarie siciliane denunciate più volte negli ultimi 7 anni a procure, questure, prefetture, assessorato regionale della Salute e sindaci, nonchè il disegno di legge giàpresentato in parlamento che nasce dalle 72 denunce di aggressioni negli ospedali siciliani negli ultimi 5 anni e contenute in un dossier che il sindacato già inviato sia al ministero della salute e sia al ministero dell’interno.

Il sindacato chiede un incontro urgente al ministro Grillo “per informarla della situazione della sanità siciliana - si legge nel comunicato - e sui retroscena che forse non conosce, per darle degli spunti e il nostro contributo, se gradito, in modo da arrestare questo fenomeno indecente e inaccettabile nei luoghi di cura”.

“Il disegno di legge - scrive Coniglio - è il n. 2908 del 21/9/17 “Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere e i presidi ambulatoriali di guardia medica”, su iniziativa del 16 senatori e mira a garantire la sicurezza, l'ordine pubblico e l'incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere. Un provvedimento necessario dopo le gravi aggressioni avvenute negli ultimi anni nei pronto soccorso siciliani. Quelli che hanno fatto traboccare il vaso sono stati due casi gravissimi. Basta ricordare il caso di un medico aggredito la notte di San Silvestro scorso presso il pronto soccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele perché si era rifiutato di fornire il nome di una ricoverata che aveva avuto un incidente con la moglie di uno degli aggressori. E, non ultimo, nella notte del 18 settembre 2017 il caso di una donna, medico di guardia in servizio a Trecastagni, stuprata da un giovane. Sul disegno di legge - conclude - sono elencate le nostre denunce nei vari presìdi ospedalieri siciliani, circa 63 aggressioni, di cui 12 nel 2015, 14 nel 2016 e 15 nel 2017. Aggiungendo quelle del 2018 e del 2019 è stata una carneficina”.

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