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"Borderless", l’orrore della guerra in Ucraina nel videoclip firmato dall'artista Rosario Gorgone

L’urlo di dolore che non possiamo inghiottire nel cortometraggio raccontato in musica dal compositore messinese

C’è l’orrore della guerra in Ucraina e le sue terribili conseguenze nel cortometraggio-videoclip musicale dal titolo Borderless del compositore messinese Rosario Gorgoni e che diventa un grido di di sofferenza che incarna uno dei mali che stanno affliggendo i nostri tempi.  

In seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, un ragazzo di nome Denys è costretto ad abbandonare il proprio Paese. Non gli rimane più nulla se non la speranza di rivedere Dmitrii, giovane recluta dell’esercito russo.

Lavoro prodotto da Rea Film, diretto dal regista Nicolas Morganti e montato da Gerardo Lamberti. Borderless è l’urlo di dolore che non possiamo inghiottire, è il nostro bisogno di restituire alla guerra ed alle sue atrocità il dolore insanabile di chi lo patisce. Da cui forse dovremmo empaticamente lasciarci attraversare, toccare, urtare. Per correre in strada o persino raggiungere le frontiere e fermare la guerra. Un sogno infantile certo, come lo sono stati tutti i sogni che hanno cambiato il mondo. I terribili fatti di guerra ai quali, impotenti, assistiamo quotidianamente, vogliono essere anche metafora di tutti gli ostacoli che, indisturbati, invadono il mondo, pregiudizi, trappole, fili collegati ad esplosivo in grado di uccidere l’unico vero motivo di vita: l’amore in ogni sua forma, senza limiti e senza confini.

“Siamo la società più informata della storia umana, ma abbiamo il cuore vuoto. Vediamo tutto, sappiamo tutto, ma sentiamo pochissimo. Vediamo la morte troppo spesso ma sempre troppo lontana, troppo vicina ma ben confinata nell'illusione ultra sottile degli schermi su cui non affligge. Il dolore ci giunge appena, un retrogusto amaro sul tiramisù in onda nel palato mentre passa l’ultimo rotocalco di morti. Borderless è l’urlo di dolore che non possiamo inghiottire, è il nostro bisogno di restituire alla guerra ed alle sue atrocità il dolore insanabile di chi lo patisce. Da cui forse dovremmo empaticamente lasciarci attraversare, toccare, urtare. Per correre in strada o persino raggiungere le frontiere e fermare la guerra. Un sogno infantile certo. Come lo sono stati tutti i sogni che hanno cambiato il mondo”, scrive l’artista Rosario Gorgoni.

“Il nostro ambizioso progetto – si legge nelle note di regia- nasce dalla necessità dell’artista Rosario Gorgone di raccontare una storia d’amore apparentemente perfetta minata dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Due ragazzi innocenti sono costretti a separarsi, vittime degli avvenimenti ma che non si considerano mai dei vinti, spinti dalla speranza, imprescindibilmente inesauribile. Nonostante abbiano perso tutto, combattono le avversità, attivamente e pacificamente, per tornare a vivere insieme quella che in altre parti del mondo sarebbe considerata la normalità.I terribili fatti di guerra ai quali, impotenti, assistiamo quotidianamente, rappresentano in Borderless un contesto ostile nei confronti dell’amore vissuto dai protagonisti. Il conflitto bellico vuole essere anche metafora di tutti gli ostacoli che, indisturbati, invadono il mondo, pregiudizi,,trappole, fili collegati ad esplosivo in grado di uccidere l’unico vero motivo di vita: l’amore in ogni sua forma, senza limiti e senza confini”.
 

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