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#SiRestiArrinesci, fa tappa a Messina la campagna per fermare l’emigrazione giovanile

L'appuntamento in vista della manifestazione a Palermo, si svolgerà nella Sala Mostre del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell'Università con il mecenate di Fiumara d'Arte Antonio Presti. Che lancia un eppello: “Non lasciate la Sicilia, siete voi l'azione militante per il futuro”

La campagna #SiRestiArrinesci sbarca a Messina con l'obiettivo di fermare l'emorraggia di giovani e meno giovani che fuggono dalla Sicilia e da Messina in particolare dove è stata documentato un abbandono di dieci persone al giorno.

Domani, 22 ottobre, alle 16, l’incontro pubblico nella Sala Mostre del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell'Università di Messina con Antonio Presti della Fondazione Fiumara d'Arte Sicilia che è diventato testimonial di questa campagna contro l'emigrazione forzata nata dall'impulso di tanti giovani studenti, docenti, associazioni, lavoratori e precari in sinergia con Padre Antonio Garau, portavoce del "Movimento delle valigie cartone, a cui stanno aderendo anche tanti comuni. L'ultimo, il Comune di Milazzo, che con una delibera si è impegnato a contrastare l’emigrazione giovanile dalla Sicilia.

Tutta la cittadinanza di Messina è invitata a partecipare all’incontro che ha come obiettivo quello di sensibilizzare e mettere insieme esperienze e progetti di siciliani che lottano per costruire le condizioni per restare. “Vogliamo raccogliere proposte relative al territorio della provincia di Messina e organizzare la partecipazione alla marcia che si terrà a Palermo il 25 ottobre alle 9.30”,  si legge in una nota degli organizzatori.

“Si resti, arrinesci" è una campagna regionale che si pone l'obiettivo di fermare l'emigrazione, soprattutto giovanile, dalla Sicilia. La campagna si propone di far smuovere qualcosa all’interno dei palazzi istituzionali e di elaborare proposte per un cambio culturale, economico e sociale.

“Le ragioni del grave fenomeno dell'emigrazione sono, infatti, da ricercare nelle condizioni economiche in cui versa la #Sicilia - si legge nella nota - Non è un caso se la nostra Isola conta un tasso di disoccupazione giovanile pari al 53%. Non è un caso se i tassi di povertà sono in continua crescita e le emergenze sociali dilagano. Non è un caso, appunto, se ogni anno 20mila giovani fanno le valigie e vanno via.  Per invertire la rotta, per fermare questa #emorragia bisogna ripartire da noi, costruire le condizioni per poter restare e non essere costretti a lasciare la nostra terra”. 

"Occorre affermare più che mai quell'identità, quell'orgoglio di essere siciliani a prescindere di qualunque negatività ti possa rispondere o corrispondere - spiega Antonio Presti -  Se tutti abbandoniamo la Sicilia non possiamo progettare più il futuro di questa terra. Chi rimane in Sicilia? Gli inetti Gli assistiti? Non manca il lavoro ma l'educazione al lavoro. A un lavoro che vuole come processo il sacrificio, la rinuncia, l'attesa. Tutti quando siamo stati giovani abbiamo superato queste prove. Anche io avrei potuto abbandonare tutto e andarmene e parlare male della Sicilia, forse se lo sarebbe anch meritato per come si è comportata con me sulle vicende che mi hanno visto protagonista di lotte con la Fiumara d'arte. Io sono rimasto - conclude Presti - e non ho abbandonato la mia amata terra e sono ancora qua a poter dire ai giovani non andatevene, rimanete a cambiare la Sicilia. Voi siete l'azione militante per il futuro”.

Secondo Presti è in atto una strategia per distruggere tutto ciò che è valore di differenza, e i piccoli comuni, in nome della loro tradizione e della loro storia con i loro uso e costumi, rappresentano queste differenze. “Le grandi città metropolitane - conclude il mecenate di Fiumara d'arte - stanno commettendo un crimine collettivo generazionale, dimenticando che le città senza le loro province perdono la loro anima. E' il sistema della globalizzazione che vuole ormai distruttuggere tutto quello che è differente”.

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