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Martedì, 21 Maggio 2024
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Il trasferimento della Casa di Vincenzo, Cambiamo Messina: "Perché chiuderla?"

Il gruppo politico scrive contro la scelta dell'amministrazione Basile che aveva annunciato il trasloco entro Natale 2022

Il trasferimento in un'ala del Collereale della Casa di Vincenzo, il Centro per senzatetto, deciso dall'amministrazione Basile provoca amarezza in Cambiamo Messina dal Basso. Il gruppo nato a sostegno dell'ex sindaco Accorinti scrive: "Era il 17 febbraio del 2014. Nasceva in città un piccolo fiore: un centro di accoglienza notturno a bassa soglia, per dare un tetto e un letto ai senza fissa dimora, per proteggere dal freddo chi dormiva per strada. Lo spazio scelto non era casuale: un ambiente degli ex Magazzini Generali veniva adibito a rifugio in un luogo centrale, proprio vicino alla stazione dove spesso si raccolgono clochard e persone bisognose. E neanche il nome era casuale: “La casa di Vincenzo” era un omaggio a Vincenzo, un senzatetto che era entrato nel cuore di Renato e di molti. La Casa di Vincenzo non esisterà più. L'amministrazione ne parla come di un trasferimento. Ma la chiusura di quello spazio ci riempie di amarezza. Sia chiaro: sarebbe un segno di grande civiltà e umanità se la nostra città fosse ricca di luoghi di accoglienza per persone in difficoltà, e siamo consapevoli che sotto certi punti di vista i locali di Collereale possono fornire alcune comodità in più. Ciò non ci impedisce di chiederci perché il nuovo luogo di accoglienza non sia stato creato in aggiunta, e non in sostituzione di quello precedente. Ci chiediamo perché l'esigenza di una sede per I-hub dello Stretto schiacci ed oscuri ila necessità di un rifugio a bassa soglia proprio lì, nella zona della stazione, in un posto raggiungibile facilmente a piedi nelle notti di freddo, e non in un luogo decentrato come gli ex locali della scuola Dina e Clarenza.

La Casa di Vincenzo sarà trasferita

Ci rattrista, infine - prosegue il gruppo - il cambio di denominazione della struttura. Oltre a sembrarci un segnale di rottura esplicita con un'azione importante compiuta dall'amministrazione Accorinti (ricordiamo che un rifugio notturno comunale non esisteva, prima), ci fa riflettere il fatto che di un clochard è facile cancellare nome e memoria. Intitoliamo strade e palazzi a personaggi importanti, e ogni modifica di intitolazione richiede anni e complessi passaggi burocratici: per Vincenzo no, non è così; basta il gusto per un nome diverso a spazzare via quel tentativo semplice e bello di dare ad un povero la dignità che per le vie delle nostre città è riservata solo ai potenti".

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