Montalbano elicona, sotto vincolo il Castello e le case di Livatera: i progetti del Comune

Il sindaco Filippo Taranto e la giunta spiegano i contenuti dei due decreti di interesse culturale approvati dalla Regione, i piani dell'amministrazione per la valorizzazione della struttura medievale

Il Castello medievale di Montalbano elicona

Posti sotto vincolo a Montalbano elicona il Castello svevo Aragonese e le unità immobiliari di contrada Livatera. Il sindaco Filippo Taranto insieme all'amministrazione comunale ricordano che i due decreti di vincolo di interesse culturale rappresentano l’ultimo atto propedeutico all’emissione del decreto di un milione di euro del Progetto “Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” emanato il 9 maggio 2016  dalla presidenza del Consiglio dei Ministri secondo la delibera Cipe dell 1 maggio 2016 "Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020, i  cui termini ultimi per la firma della convenzione e l’attivazione delle procedure per l’indizione della gara d’appalto scadono oggi".     
  

L’emissione dei decreti, firmati dal dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali  e dell’identità Siciliana Sergio Alessandro è frutto di una continua e proficua collaborazione della Soprintendenza diretta dall’architetto Mirella Vinci.  Il progetto di “Valorizzazione del centro storico - Bellezza@ Recuperiamo i luoghi dimenticati” rappresenta un ulteriore importante passo verso il ritorno fruizionale dell’intero centro storico, i cui elementi più significativi sono appunto il Castello Federiciano, Palazzo Todaro, Casa Faranda e le unità edilizie medievali del Borgo “Livatera-Pietre Grosse”, ha attivato tutte le procedure propedeutiche, attraverso l’unità operativa 2 sezione  per i Beni  architettonici e storico artistici, ottenendo in tempi rapidi l’ istruttoria dei due decreti. Sindaco e amministrazione hanno ringraziato la Vinci, il Responsabile dell’Istruttoria Vincenzina Buscemi e Giuliana Di Venuta  dell’Unità Operativa  “tutela dei beni culturali” del Dipartimento dei Beni Culturali  e dell’identità Siciliana di Palermo.

"L’intervento progettuale proposto, completa il restauro del fortilizio di origine bizantina del castello federiciano, e valorizza tutti i precedenti interventi progettuali che hanno avuto corso a partire dai primi anni Ottanta, attraverso la creazione di un polo culturale capace di coniugare alla già importante lettura del monumento storico - sottolineano Taranto e la giunta - la fruizione del museo di archeoastronomia dotato di un osservatorio astronomico da installare sulla torre pentagonale e di un planetario  reciprocamente connessi, di una sala per proiezioni olografiche che ricostruiscono la storia del maniero dalle sue origini all’epoca contemporanea, di una sala per proiezioni immersive che ricrea negli ambienti del Castello il suggestivo sito megalitico dell’Argimusco, una sala espositiva, una sala congressi, caffetteria e book-shop. Nel rispetto dell’impianto urbano del borgo medievale (non sono previsti interventi che alterino la percezione dell’ambiente), il progetto si pone l’obiettivo di creare il primo polo scientifico di archeoastronomia presente nel contesto territoriale di riferimento che nel caso specifico ha valenza regionale. Contestualmente si procederà alla riqualificazione di zone di elevato valore testimoniale, ma marginali del centro storico che, grazie gli interventi di progetto potranno essere reinseriti nei circuiti di fruizione del borgo".


 

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