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Borghi più belli d’Italia: alla scoperta di Castroreale, la fedelissima degli aragonesi

Dalla storia dei luoghi ai piatti tipici locali. Gli itinerari consigliati e le bellezze da visitare tra le vie di Castrum Regale

La lista dei borghi messinesi incoronati tra i più belli d’Italia è lunga. Il  tour alla scoperta delle bellezze del nostro territorio continua con Castroreale. La fedelissima degli aragonesi sorge a  395 metri sul livello del mare. Il suo patrono è  San Silvestro ed è stato celebrato  lo scorso 31 dicembre. Vediamo insieme cosa racchiude la cittadina di 2548 abitanti (660 nel centro storico)  tra storia e arte.

Il nome 

Il nome Castroreale deriva dal latino Castrum Regale ossia castello del re e fa riferimento al castello che Federico II d’Aragona ordinò di costruire nel 1324,  per premiare la fedeltà del popolo dimostrata durante la guerra contro gli angioini. Inizialmente chiamata Castro, il luogo prese infine il nome di Castroreale.

Divertimenti 

Se desiderate fare un tuffo nel passato siete nel posto giusto. Tra le vie antiche sono rimaste inalterale le facciate delle case con balconi sorretti da mensole di pietra locale. Il borgo  tra piazze e strade ricorda le civiltà che hanno abitato questi luoghi. I paesaggi incontaminati delle aree montane, con i relativi rifugi attrezzati  vi stupiranno. Questi gli itinerari consigliati : Fiumara di Santa Venera del Bosco – Fiumara di Floresta – Pizzo Polo; Bafia – Vallone Pomia – Castello di Margi – Pizzo Sughero; Castello di Margi – Rocca Timogna – Castello di Margi; Castroreale – Serro Cardà – Tre Pizzi – Piano Margi; Pizzo Batteddu – Pizzo Polo; Protonotaro – Torrente Patrì – Pizzo Santa Domenica – Protonotaro.

Cosa visitare

Castroreale è un concentrato di storia e arte e sono tanti i siti da visitare. Si può cominciare dal Duomo risalente al ‘600 e dedicato all’Assunta. Lascia senza fiato la Chiesa della Candelora, probabilmente si tratta della cappella del castello di Federico II d’Aragona poi rimaneggiata successivamente. Di straordinario pregio al suo interno la tribuna di legno, intagliata e indorata d’oro zecchino. Tante le chiese da ammirare: Chiesa di San Filippo Neri con Oratorio dei Padri Filippini dove risiede il Museo civico ; Chiesa di Santa Marina, al suo interno si possono osservare soluzioni appartenenti a varie epoche; Chiesa di Sant’ Agata risalente al XV secolo; Chiesa del SS. Salvatore; Chiesa di Gesù e Maria; Torre di Federico II unica reliquia rimanente del castello fatto realizzare da Federico II; Monte di Pietà costruito in un periodo antecedente al 1581; Palazzo Peculio dove sorge il comune. Impedibili la piazzetta Moschita , qui un tempo c’era il quartiere ebraico.C’è inoltre Porta Ranieri antica porta della città murata. In piazza delle Aquile c’è il belvedere dove si possono contemplare i panorami mozzafiato di capo Milazzo e delle  isole Eolie. Si consiglia di passare anche dal Museo Parrocchiale e degli Arredi Sacri nella chiesa di Santa Maria degli Angeli.
 

Piatto tipico e tradizioni culinarie locali

Gusto e e genuinità nei maccheroni di grano duro fatti in casa. Da provare con ragù di maiale o alla norma. Non si può non assaggiare il “biscotto della badessa”. A realizzarlo per prime le  monache del convento delle Clarisse. Una ricetta segreta custodita dai produttori del luogo preparata con aroma di semi di anice. Ci sono due versioni: quella dura da inzuppare nel vino dolce o nella granita e quella morbida con un ripieno di nutella o marmellata. A Natale si prepara il riso nero fatto con riso, zucchero e mandorle tostate e pestate. 
 

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