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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Cento anni dalla nascita di Sciascia, il legame con Messina dello scrittore che “scoprì” Savoca come set

A celebrare il centenario anche i socialisti siciliani, a cui Sciascia fu particolarmente vicino negli anni Ottanta. Fu in quegli anni che cominciò a stringere il suo rapporto di amicizia con Elvira Sellerio e a scoprire nuovi talenti letterari come il messinese Vincenzo Consolo

I miti dello Stretto erano la sua passione, così come si innamorò della città medievale di Savoca della quale scrisse in un memorabile reportage per “Il Giorno” di Milano. Della cittadina delle mummie scrisse che sarebbe stata set ideale per un film sulla mafia. Frase quasi profetica dopo che il regista Frand Ford Coppola che l’ha resa famosa in tutto il mondo girando il “Il padrino”.

Si celebra oggi, 8 gennaio, il centenario dalla nascita dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia.  Sulla sua lapide aveva fatto incidere: “Ce ne ricorderemo di questo pianeta”. Ma a distanza di cento anni ci ricordiamo anche di lui e della sua opera.

A celebrare il centenario anche i socialisti siciliani, a cui Sciascia fu particolarmente vicino negli anni Ottanta, coltivando fino alla morte anche una forte amicizia con Bettino Craxi. Secondo Antonio Matasso, docente universitario e presidente della Fondazione socialista antimafia “Carmelo Battaglia”, «il magistero illuminista, la fedeltà alla cultura del diritto e della giustizia, lo spirito anticonformista e la tensione etica di Leonardo Sciascia hanno ricongiunto la cultura siciliana ed italiana a quella europea, in quelli furono definiti come gli anni del riflusso. Tra quelli che oggi lo osannano, vi sono persino i soggetti che, dopo il suo articolo del 1987 sui rischi connessi ad un certo modo di intendere la lotta alla mafia, osarono persino dubitare della sua tenacissima contrapposizione a Cosa nostra. Per radicali e socialisti, che hanno avuto il privilegio di annoverarlo tra i compagni di lotta, Leonardo Sciascia resta una stella polare della cultura laica, garantista e socialista».

Matasso ha sottolineato anche il legame di Sciascia con Messina, dove frequentò l’allora Facoltà di Magistero, soggiornando in quella che lo scrittore racalmutese considerava la più vivace città siciliana sul piano della cultura militante ed accademica. Il rapporto col capoluogo dello Stretto proseguirà anche dopo il periodo universitario, in virtù delle durature amicizie che legarono a Sciascia numerosi intellettuali della provincia di Messina.

La storia di Leonardo Sciascia è una storia controversa, amava definirsi un maestro di scuola elementare. Il suo libro “Le parrocchie di Regalpietra” sono ambientate nella cultura delle zolfare nella quale lui si riconosceva. Si trasferì poi a Catanissetta che definì una piccola Atene e dopo un periodo nel quale svolse anche il praticantato al Giornale di Sicilia riuscì a pubblicare i suoi primi libri alla Einaudi, nel 1961 “Il giorno della civetta”, e ad affiancare il suo amore per la letteratura con il suo impegno politico. Fu candidato nelle liste del Pci come indipendente e venne eletto al consiglio comunale di Palermo ma poco tempo dopo si dimise per abbracciare la cultura delle battaglie civili di Marco Pannella e fu candidato dal Partito radicale al parlamento europeo, venendo eletto sia alla Camera che a Bruxelles. Dopo una breve parentesi a Bruxelles decise di tornare a Roma stupendo tutti perché si avvicinò al partito socialista di Bettino Craxi. Fu in quegli anni che cominciò a stringere il suo rapporto di amicizia con Elvira Sellerio e  a scoprire nuovi talenti letterari come il messinese Vincenzo Consolo e l’insegnante di Comiso, come lui lo chiamava, Gesualdo Bufalino.

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