Consigliere del IV Quartiere contro il bando "deportazione" dei randagi: "Il sindaco adotti delle alternative"

Renato Coletta contesta l'avviso sul servizio di trasferimento degli animali abbandonati e propone delle soluzioni differenti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MessinaToday

Dopo quasi 2 anni l’amministrazione comunale non ha ancora realizzato il canile sanitario e l’oasi felina, non ha mai intrapreso un percorso alternativo alla deportazione dei randagi quale quello degli “affidi incentivati” previsti dalla legge. Perchè il Sindaco non ha mai imposto all’Asp un piano di sterilizzazione straordinaria dei randagi presenti in città, il cui incremento è ormai senza più controllo. In questi ultimi due anni si sarebbero dovute porre le basi per attuare una prevenzione e gestione del fenomeno randagismo in città, registriamo un provvedimento scriteriato quale quello del “bando-deportazione”, pubblicato senza alcuna concertazione fra il Comune e le associazioni animaliste che da anni curano amorevolmente i randagi individuati dal bando.

Perché invece non si è ripreso un progetto della precedente amministrazione relativo  all’adozione di un apposito Regolamento da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale per dare il via ad una banca dati di affidatari selezionati per sostenere l’adozione dei randagi, prevedendo magari un incentivo? Perché in alternativa non proporre un bando per adozioni incentivate, che sicuramente avrebbe trovato un ottimo riscontro fra le associazioni animaliste e tante volontarie, sostenendole con un contributo che comunque l’amministrazione comunale deve impegnare per questi bandi-deportazione. Perché non c’è stata alcuna concertazione fra l’amministrazione e le associazioni animaliste, prima di preparare il bando, magari si sarebbe potuta trovare una soluzione più sicura per gli animali, senza interrompere il rapporto empatico con i volontari che da anni li accudiscono amorevolmente con enormi sacrifici.

Ritornando al bando, ritengo possa essere viziato da alcune omissioni nell’applicazioni delle leggi vigenti ed altri dettagli che non è opportuno rendere pubblico. Nell’interesse dei randagi coinvolti nella “deportazione”, è importante che finalmente il mondo animalista messinese si compatti, perché il problema non riguarda soltanto un rifugio ma tutti i randagi messinesi ospitati nelle varie strutture. Come suggerito da più parti, chiedo al Sindaco di ritirare definitivamente il bando “deporta-randagi”, proponendo in alternativa una campagna di sensibilizzazione a favore di affidi e adozioni incentivate e tutte le soluzioni alternative che sono concretamente realizzabili. Attendiamo un’apertura concreta dall’amministrazione, perché dopo questo ennesimo pasticcio, il Sindaco deve metterci una pezza e soprattutto, instaurare una reale concertazione con le associa

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