Venerdì, 22 Ottobre 2021
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A fine mese barche e feluche a rischio sanzioni, divieto di lasciarle a secco

Comune e Capitaneria di porto hanno sottolineato che tra Ganzirri e Sant'Agata le imbarcazioni da pesca non potranno restare negli spazi demaniali. Il progetto del ricovero alla foce del Papardo non è rapido. Multe in arrivo

Dove andranno barche e feluche tra Sant'Agata e Ganzirri al termine della stagione estiva? O sosta a pagamento nei cantieri navali o saranno multe se lasciate in spiaggia. Dalla Guardia costiera segnalano che nessun tipo di imbarcazione o altro può essere lasciato nel demanio marittimo senza una concessione e il progetto annunciato dal Comune di un ricovero per barche alla foce del torrente Papardo non è ancora stato realizzato.

Ganzirri, presentato al Comune il progetto per l'approdo naturale delle barche

I consiglieri comunali di Lega, Giovanni Scavello, e Bramanti sindaco, Giovanni Caruso, hanno scritto un'interrogazione lanciando l'allarme perché a fine agosto saranno disagi per i pescatori. Nell'aprile scorso il dipartimento comunale Ambiente e Sanità ha vietato di tirare a secco sulle aree demaniali marittime le imbarcazioni da pesca e da diporto e l’installazione di arnesi vari e lo stazionamento di carrelli. Nel mese in corso la Capitaneria di porto ha intimato a tutti i proprietari di feluche, gli storici e tradizionali motopesca utilizzati per la pesca del pesce spada, di non tirare a secco sulle predette aree demaniali le imbarcazioni al termine del periodo di pesca, tradizionalmente stabilito a fine agosto.

"Questa Amministrazione, invero, ha già dimostrato la propria attenzione riguardo a questa tradizionale attività, che caratterizza il nostro Stretto nel mondo, attraverso la presentazione di un progetto per la realizzazione di un approdo - ricovero per queste imbarcazioni, alla foce del torrente Papardo - scrivono i due - tuttavia, sebbene l’auspicio di tutti è che questa infrastruttura venga realizzata in “tempi europei” al fine di dotare delle adeguate strutture questo comparto della pesca, che rappresenta un importantissimo patrimonio di cultura e tradizioni, appare oltre modo evidente che, nelle more della realizzazione della stessa, i proprietari della barche si troveranno in grave difficoltà, in quanto, a pochi giorni dal disarmo, saranno costretti a dovere individuare delle nuove soluzioni per il ricovero delle barche - si legge nella nota - la disposizione del Dipartimento Sanità, nonché il successivo provvedimento della Capitaneria di porto infatti, fanno sì che le tradizionali zone del litorale tra Sant’Agata e Ganzirri, dove i pescatori hanno da sempre tirato in secco le imbarcazioni tra una stagione di pesca e l’altra, non potranno essere utilizzati. Parimenti, sino ad oggi, non paiono ancora essere stati individuati i punti di ricovero che il Comune, per il tramite dell’assessore al ramo, aveva più volte annunciato di individuare, segnatamente nel numero di 2 nella zona ionica e 1 uno nel litorale tirrenico".

I verbali sono in arrivo senza spazi adeguati o in concessione. 

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