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Venerdì, 27 Gennaio 2023
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Donnevitaliberta’, appello a prefetto e sindaco: “Da Messina una voce contro il regime di Teheran”

Un documento per chiedere alle Istituzioni locali di farsi portavoce al Governo nazionale, affinchè condanni ufficialmente. Previsto un sit-in il prossimo 17 dicembre ai piedi dell’albero di Piazza Cairoli in cui verranno ricordate le vittime

Un documento per chiedere alle Istituzioni locali di farsi portavoce al Governo nazionale, affinchè condanni ufficialmente il regime di Teheran. E' quello del comitato spontaneo "Donnevitalibertà" di Messina, che aderisce alla manifestazione nazionale in occasione della giornata internazionale dei diritti umani.

Nel testo, sottoscritto da Sveva Arcovito, Antonino Arena, Margherita Calò, Cristina Cucinotta, Letizia Lo Giudice, Dario Lombardo, Giuliana Lombardo, Palmira Mancuso, Valentina Siracusano, Lucia Tarro e Giuseppe Vitarelli, si fa appello anche ai consiglieri comunali, per una iniziativa politica che coinvolga l’intero consiglio.

Il comitato inoltre invita i messinesi ad un sit-in il prossimo 17 dicembre ai piedi dell’albero di Piazza Cairoli in cui verranno ricordate le vittime del regime teocratico, le storie di resistenza ghandiana che giungono dall’intero Iran, dove da giorni sono iniziate le condanne a morte di giovani e giovanissimi.

Di seguito il testo del documento

Il comitato spontaneo “#donnevitalibertà” di Messina partecipa alla manifestazione nazionale indetta per denunciare le continue violenze perpetrate dal governo iraniano nei confronti delle donne e dei giovani che manifestano pacificamente per protestare nei confronti dei responsabili della repubblica islamica teocratica iraniana. Vogliamo manifestare ferma condanna e profonda riprovazione per le gravissime ed intollerabili violazioni dei diritti umani fondamentali ed inviolabili, quali la vita e la libertà, che stanno subendo le donne iraniane, i giovani e tutto il popolo iraniano per essersi ribellati pacificamente ai tiranni del governo teocratico che attualmente opprime l’IRAN, ed esprimere la nostra solidarietà e vicinanza al popolo iraniano. In IRAN le donne, attraverso il rifiuto simbolico del velo, hanno aperto le porte ad una protesta più generale; sembra che siano già 600 le vittime della repressione, tra le quali vogliamo ricordare Mahsa Amini, uccisa mentre era detenuta dalla cosiddetta polizia morale e Mohsen Shekar, impiccato per aver manifestato, mentre la casa della famiglia di Elnaz Rekabi, l'atleta che, durante la gara, non aveva indossato il velo, è stata rasa al suolo. E in queste ultime ore le milizie incaricate continuano a sparare a distanza sulle donne che manifestano, colpendole in più parti del corpo, comprese le zone dei genitali e del volto, mentre si allarga la partecipazione di gran parte della società alle proteste, nonostante i gravi rischi per coloro che vi partecipano. Tutti, donne, giovani, universitari, anziani e anziane, manifestano il loro dissenso per le vie di Teheran al grido di "donnevitalibertà". Chiediamo al Governo Italiano, in particolare al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro degli Esteri, che si facciano promotori, in sede europea, di ogni iniziativa idonea a:

1. manifestare la solidarietà e vicinanza dei popoli europei al popolo iraniano;

2. condannare i comportamenti violenti adottati dal governo iraniano nei confronti di chi si ribella pacificamente ai comportamenti lesivi dei diritti umani della vita, della integrità psicofisica e della libertà delle donne e dei giovani;

3. disporre efficaci sanzioni economiche nei confronti dell’IRAN;

4. offrire asilo politico a tutti gli iraniani che intendono trovare rifugio in Europa fino a quando in IRAN non vi sarà un Governo che garantisca l’effettiva tutela della vita, delle libertà fondamentali e di tutti i diritti umani inviolabili riconosciuti dal diritto internazionale.

Chiediamo altresì al Sindaco di Messina, ai consiglieri comunali di Messina ed ai parlamentari messinesi di associarsi alle nostre richieste.

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