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E la chiamano estate... nei box in plexiglass, il proprietario del lido Punta Faro: “Ipotesi assurde, ecco cosa faremo”

Mauro Semaino, gestore di un luogo simbolo della movida messinese, racconta le difficoltà e le ipotesi per la stagione balneare che parte ufficialmente l'1 maggio. Con queste anomalie. E un appello: "Occorrono linee guida per potersi organizzare"

La stagione balneare è alle porte. Quantomeno sulla carta dovrebbe partire il primo maggio e concludersi il 31 ottobre. Lo ricorda anche il sindaco con una ordinanza di oggi, 16 aprile, che disposto anche divieto di balneazione nei tratti di mare e di costa del territorio comunale, secondo il prospetto della Regione siciliana.

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Ma  quali sono le prospettive per questa estate con il Coronavirus in agguato? Il governo, nonostante nessuno possa prevedere come andrà a finire, assicura che si potrà andare al mare anche col virus. Tante le ipotesi al vaglio per garantire il distanziamento sociale: dal bagno con guanti e mascherina all’assurda  possibilità di impiantare cabine in plexiglass in spiaggia all’interno delle quali posizionare gli ombrelloni. 

Ma come faranno le strutture balneari e i lidi ad affrontare una stagione che si preannuncia sui generis da molti punti di vista? Lo abbiamo chiesto al proprietario del lido Punta Faro di Messina Mauro Semaino, al timone di un’attività all’attivo in estate ma anche in alcuni mesi invernali, simbolo della movida messinese.

“Di qualche momento fa – dichiara  Mauro Semaino – la notizia che ci stanno concedendo le autorizzazioni per cominciare i lavori di manutenzione delle strutture, ma non delle spiagge”.  Interventi necessari dopo la stagione invernale caratterizzata da vento, mareggiate e maltempo. A non mancare però le ipotesi sulla possibile organizzazione delle spiagge in presenza del virus,  fino alla fantasiosa proposta di un’azienda modenese di realizzare box in plexiglass.

In spiaggia dentro gabbie in plexiglass

“E’ una follia, un’eresia - dichiara il proprietario del lido - una possibilità irrealizzabile. Come si potrebbero ancorare queste strutture al suolo? Oltretutto il mio lido sorge in un’area esposta al vento e diventerebbero delle vere armi per i clienti. Senza considerare gli enormi costi di realizzazione  e gli aspetti burocratici, queste “aree” dovrebbero avere una grandezza che va dai 16 ai 18 metri e  si potrebbero mettere in spiaggia solo pochi ombrelloni, inoltre sarebbe come rinchiudere le persone dentro pollai”. Una ipotesi poco fattibile per il gestore del lido: “Sarebbe come mettere la gente in gabbia, senza creare circolo d’aria il caldo sarebbe insopportabile. Io non ci andrei al mare a queste condizioni preferirei stare in balcone”.

Tra le ipotesi anche il possibile obbligo di indossare le mascherine quando ci si allontana dagli ombrelloni, che dovrebbero stare ad una distanza di 4 metri l’uno dall’altro. Tra le possibilità l’obbligo di prenotazione e di organizzare gli arrivi al lido a scaglioni prendendo in considerazione categorie a rischio e fasce orarie. Niente assembramenti al bar o al ristorante, se presenti, il cibo dovrà essere servito direttamente in ombrellone. 

Le prospettive di un settore in crisi

“Sarà un’estate sottotono per una serie di motivazioni -  continua Semaino -  molta gente deciderà di non andare al mare per paura del contagio,  soprattutto chi è avanti con l’età”. Nell’aria tante possibili limitazioni che impongono chi gestisce un lido anche ristorante, a fare i conti con i danni economici di un settore già piegato dalla crisi sanitaria: “Noi solitamente lavoravamo anche nei fine settimana da marzo a maggio con buoni incassi, soldi che non recupereremo più. Anche se non pagheremo il canone demaniale ci saranno da coprire i costi di manutenzione ordinaria, straordinaria e quelli del deposito”.

“Sarebbe indispensabile che le istituzioni si chiarissero le idee e ci fornissero le informazioni su come eventualmente partire”. Tanti gli aspetti in gioco, non si può ripartire dalla sera alla mattina servono i tempi tecnici per scegliere e gestire il personale da assumere.

“Adesso è arrivato il momento di pensare anche a noi - continua il propretario del lido - il nostro settore ha un peso non indifferente nell’economia del settore turistico, ci serve il tempo per avviare una programmazione, si prevede un’estate non florida né dal punto di vista sociale né da quello organizzativo”. Mauro Semaino lancia un appello alle istituzioni in nome della sua categoria: “Chiedo alla Regione di attivare per il settore turistico alberghiero delle linee guida, abbiamo bisogno di una data anche approssimativa per sapere come e quando possiamo ripartire”. Ma se nei lidi si dovranno organizzare con distanze di sicurezza e misure necessarie per garantire il distanziamento sociale, quali saranno le sorti delle spiagge pubbliche? Il dubbio resta in assenza di una regolamentazione.

L'ordinanza del sindaco

Intanto, con ordinanza n. 121 di oggi, il sindaco Cateno De Luca ha disposto il divieto di balneazione nei tratti di mare e di costa del territorio comunale (in allegato). La stagione balneare per l’anno in corso ha inizio l’1 maggio e avrà termine il 31 ottobre. Per la tutela igienico-sanitaria dei bagnanti e della salute pubblica, si ritiene necessario vietare la balneazione nei tratti di mare e di costa non adibiti alla balneazione per inquinamento come nell’allegato 4/A, per altri motivi di cui all’allegato 4/B, di quelli temporaneamente non balneabili durante la stagione balneare 2019 di cui all’allegato 4/C e di quelli interessati da immissioni di cui all’allegato 4/D. Il Dipartimento Ambiente e Sanità è incaricato della collocazione dei cartelli metallici in numero adeguato e reciprocamente visibili, indicanti il divieto in oggetto, e comunque alla fine delle strade di accesso pedonali e/o carrabili ai tratti di mare interessati. Dovranno quindi essere rimossi quei cartelli precedentemente collocati ed indicanti il divieto di balneazione in zone non comprese nei divieti della presente ordinanza.

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