Giovedì, 18 Luglio 2024
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Ex Sanderson, “summer school” per deciderne il futuro del polo di trasformazione agrumaria abbandonato da 30 anni

Dal 17 al 27 giugno esperti americani e italiani a confronto. Promotori dell'iniziativa l'Università di Catania, UMass Boston e University of Memphis. Partner: Ionio Circolo ARCI e Parliament Watch Italia. Con questi obiettivi

“U locu da Fera”, il progetto della Regione di un polo fieristico e congressuale nell’area ex Sanderson nella zona sud di Messina, per cui è stato bandito un concorso di progettazione e per cui è prevista una spesa di 50 milioni di euro, è «un progetto slegato non solo dalla storia del vecchio stabilimento, espressione di una vocazione agro-industriale del territorio, ma anche dalle esigenze degli abitanti che vivono il territorio. È mancata l’analisi dei bisogni. Non c’è stato il coinvolgimento della cittadinanza. Non solo. Si tratta di un’area troppo grande perché abbia un’unica destinazione. E la stessa destinazione suscita serie perplessità. Quale domanda vuole soddisfare? Quale offerta locale? E con quale viabilità, visto la saturazione delle strade in quel tratto? E ancora, pur in presenza di un progetto esecutivo già da novembre 2022, non si conoscono stato e tempi della bonifica dell’area, all’interno della quale sono stati presumibilmente interrati rifiuti e sversati oli esausti».

È di natura sia tecnica sia sociale questo “no, grazie” alle scelte della Regione, contenuto all’interno di un documento presentato a inizio 2023 dall’associazione Ionio - Circolo ARCI e dalla ProLoco Messina Sud. Un lavoro frutto di incontri pubblici, acquisizione di documenti, raccolta di pareri autorevoli, che negli ultimi mesi ha coinvolto associazioni, cittadini, esperti universitari e che adesso si rafforza grazie alla nona edizione della CoPED Summer School in “Community Planning and Ecological Design”, per la prima volta realizzata a Messina, che permetterà un confronto partecipato sul futuro del polo di trasformazione agrumaria chiuso da oltre trent’anni. Protagonisti di questa riflessione, dal 17 al 27 giugno, rappresentanti di università americane e italiane, attivisti, residenti e attori locali.

Organizzata da Università di Catania, UMass Boston e University of Memphis, in collaborazione con Parliament Watch Italia e Ionio – Circolo ARCI, la CoPED Summer School vedrà lavorare insieme, a Villa Cianciafara, 13 studenti, docenti e ricercatori americani, affiancati da altrettanti allievi e prof delle Università di Torino, Bologna, Milano, e da iscritti degli atenei di Messina, Catania e Reggio Calabria. Sia i diversi step sia i risultati dei lavori saranno oggetto di tre incontri pubblici, aperti alla partecipazione di tutte le persone interessate: “Piani e progetti per Messina Sud – Mostra e dibattito pubblico”, il 18 giugno alle 17 al Teatro 3mestieri; “Quale futuro per l’area ex-Sanderson – Incontro di coprogettazione civica”, il 22 giugno alle 18 al parcheggio della Metroferrovia di Tremestieri; “Messina Sud nel 2033 secondo i suoi abitanti – Presentazione degli esiti della CoPED 2023”, il 26 giugno alle 18.00 nuovamente al Teatro 3Mestieri.

La scuola ha infatti un duplice obiettivo: immaginare insieme con gli abitanti di Messina Sud e dell’intera città «una rigenerazione partecipata e improntata allo sviluppo sostenibile dell’area», in alternativa al progetto voluto dalla Regione, e «rafforzare le capacità di monitoraggio e progettazione civica della comunità di Messina Sud».

«Dall’analisi dei documenti messi a disposizione dall’Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità emergono una serie di interrogativi sulla sostenibilità e sull’utilità per la comunità locale del polo fieristico e congressuale voluto dalla Regione», sottolinea Laura Saija, docente di Pianificazione Urbanistica dell’Università di Catania, a nome dell’intero gruppo di lavoro della CoPED. «Si tratta di un’opera di grande impatto, per dimensioni, per posizionamento e per carico urbanistico, che viene proposta in assenza di un Piano urbanistico generale e di un chiaro quadro strategico; questi mega-progetti, inoltre, producono sui tessuti urbani degli effetti socioeconomici significativamente critici. Ci pare manchi una adeguata valutazione che tenga conto delle specificità di Messina sud, un contesto altamente eterogeneo che tiene insieme tessuti commerciali, residenziali, aree di valore storico, di origine abusiva, etc. Soprattutto - prosegue Laura Saija - in che modo la Regione sta tenendo conto delle ricadute ecologico-ambientali del progetto? Dai documenti di indirizzo alla progettazione, emerge come all’eventuale creazione del polo fieristico e congressuale siano associate opere portuali per una spesa di 6 milioni di euro. La realizzazione di queste opere produrrebbe pesantissime trasformazioni sui luoghi. Tuttavia, dagli stessi documenti di indirizzo non emerge alcuna indicazione sulle modalità con cui trattare le criticità legate agli impatti di questa trasformazione. Questo è un aspetto problematico, a maggior ragione in un’era in cui tutte le aree costiere del mondo corrono ai ripari per affrontare problemi quali il dissesto idrogeologico, l’erosione delle coste e la salinizzazione delle falde (con conseguente inquinamento). A partire da questi interrogativi, la CoPED propone un percorso in cui professionisti italiani e stranieri mettono a disposizione le proprie competenze per un’azione di co-progettazione civica finalizzato a intercettare le visioni condivise dagli abitanti per lo sviluppo dell’area e ad identificare gli elementi fondamentali da tenere in conto per qualsiasi progetto di riqualificazione dell’area ex-Sanderson e, in generale, su eventuali futuri investimenti per Messina Sud».

«Non meno importante - aggiungono i rappresentanti di Parliament Watch Italia e Ionio - Circolo ARCI - è il potenziamento della capacità progettuale, organizzativa e aggregativa della società civile, a partire dai soggetti locali già impegnati a promuovere pratiche di cittadinanza attiva. L’idea è che ripensare grazie alla CoPED le sorti dell’area ex-Sanderson sia occasione per diversi attori della comunità locale non solo di iniziare a costruire una strategia di sviluppo per tutta Messina Sud ma anche di potenziare la propria capacità di fare rete, mobilitare gli abitanti, e alimentare il dibattito sullo spazio pubblico in città, incidendo costruttivamente sui processi decisionali».

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