Mercoledì, 27 Ottobre 2021

VIDEO | Nel laboratorio di Felice Currò, mago di friscaletti e tamburi: “Li costruisco eterni con l'ingrediente della passione”

Il maestro e artigiano messinese, che ha insegnato anche al sindaco De Luca a suonare la zampogna, realizza nella sua officina fai da te strumenti della tradizione popolare belli e indistruttibili. Il suo segreto? Nella concia

Zampogne, tamburi, flauti di canna pastorali ben noti come “friscaletti”  e idiofoni popolari di ogni tipo, tra cui troccole, raganelle, tirititì, marranzani e tutto quello che gira intorno alla tradizione popolare musicale  siciliana. Rigorosamente creati  con materiali naturali come noci, pezzi di canna, pelle di capretto e tanto altro. A costruirli  con  dedizione e meticolosa passione è Felice Currò,  il 62enne messinese che nella vita  lavora all’Università ma quando torna a casa nel suo laboratorio fai da te si trasforma in un artigiano del suono.

Le creazioni di Felice Currò

Figlio d’arte, il  nonno  era don Felice e lo zio Ciccio Currò ,  lui è cresciuto in una famiglia in cui da generazioni si respira musica popolare: “Vengo da una famiglia di zampognari e friscalettari- racconta-da generazioni costruiamo strumenti musicali. Accordo anche  i marranzani e sono uno dei pochi rimasti a farlo”.

A rende unici i suoi strumenti è la manualità artigiana. Nel video costruisce in diretta un “friscaltetto” armato solo di un coltello e di  una sessione di canna: “Ho realizzato il flauto di canna a bocca zeppata - precisa Felice- si crea un canale di insufflazione dove l’aria comprimendo il canale si infrange nel taglio della finestra creando un suono”.

Lui è un artista d’altri tempi che mantiene viva una tradizione altrimenti destinata ad essere dimenticata : “Costruisco i tamburi alla vecchia maniera con una fetta di faggio lunga, la piego con l’acqua e li creo”. Il segreto sta nella concia della pelle:  “Per ottenere un ottimo tamburo - continua Felice - è necessario seguire una procedura ben precisa. Dopo aver tirato le pelli di capra o capretto  e raschiato il pelo  si mettono a mollo per 48 ore con acqua, sapone da bucato e limone. Questo composto depura la pelle dalla calce che si trova nei pori rendendola giallina ma soprattutto resistente nel tempo.   Questi tamburi sono indistruttibili rispetto a quelli usciti dalla fabbrica perché il telaio non viene incollato ma viene piantato con i chiodini,  incollandolo si riduce la vibrazione del telaio”.

Felice oltre ad essere  responsabile del  laboratorio etnorganologico del museo di Gesso, di cui è il  costruttore ufficiale degli strumenti, è anche un musicista molto conosciuto e apprezzato in città. Ha fatto  parte di numerose formazioni folk è stato il cantante di Musici e Cantori e tra le tante formazioni all’attivo è membro  del gruppo Colapesce. “Sono autodidatta,  suono la zampogna, il friscaletto, il marranzano, la quartara  – prosegue Felice  -non sono percussionista ma ho dei tocchi arcaici della tradizione peloritana”. Il suo amore per la musica popolare inoltre  ha contagiato anche il sindaco Cateno De Luca: “Da me ha imparato a suonare la zampogna e il tamburo - conclude- ho anche alcune sue zampogne a casa che accordo. Lo conosco da 20 anni quando non era stato ancora eletto il sindaco di Fiumedinisi, devo dire che è sempre stato un  ottimo allievo”.
 

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