Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Piano di prevenzione contro la violenza sulle donne, Currò: “Occorrono più case ad indirizzo segreto e controlli sui centri”

La presidente emerita del Cedav interviene sui fondi destinati dalla Regione. “Bene investire sulle strutture protette ma occorre premiare chi lavora con professionalità e continuità”. Le associazioni di Messina e provincia

Prevenire la violenza vuol dire combattere le sue radici culturali e le sue cause. Per questo sono essenziali strategie politiche mirate all’educazione, alla sensibilizzazione, al riconoscimento delle pari opportunità in ogni ambito della vita pubblica e privata.

Ma sono necessarie anche strutture che di questo si fanno carico ma soprattutto si fanno carico tutti i giorni di aiutare e accogliere chi subisce o viene maltrattato, chi cerca un riparo perchè la sua casa è diventata una minaccia.

Sono tanti i centri in Sicilia che offrono servizi alle vittime di violenza: accoglienza telefonica, colloqui personali, ospitalità nelle cosiddette case rifugio, assistendo così le vittime ed eventualmente i figli minori coinvolti nel percorso di uscita dalla violenza.

Ma si tratta di strutture che fanno fatica tutti i giorni per stare al fianco di chi ha bisogno.

Dal governo Musumeci arriva una buona notizia: è partito il Piano degli interventi per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere relativo al 2019/2020. Su proposta dell'assessore delle Politiche sociali, Antonio Scavone, ci sono ora tre milioni di euro, destinati a garantire assistenza e sostegno alle donne vittime di abusi, e ai loro figli minori, attraverso aiuti nei settori psico-sociali, sanitari e culturali, finalizzati a prevenire, contrastare e monitorare il fenomeno.

«Il programma - evidenzia il presidente Musumeci - mira ad avviare una stretta collaborazione tra la Regione e tutti gli attori pubblici, e del privato sociale, coinvolti nella gestione del fenomeno. Il nostro principale obiettivo è quello di garantire adeguata protezione alle vittime attraverso la loro presa in carico da parte dei centri antiviolenza e, laddove necessario, l'immediata ospitalità presso strutture di accoglienza a indirizzo segreto. Ma anche quello di promuovere la cultura del rispetto della persona attraverso percorsi di prevenzione e di informazione».

A Messina sono tre i centri che hanno diritto, in base ai requisiti della legge regionale, la numero 3 del 2012. Sono il Cirs Onlus, Cedav e le Pink proget che per anni ha supportato il Cedav e che hanno fatto la formazione di tante operatrici del settore. A Santa Teresa di Riva c'è anche “Al tuo fianco”.

In Sicilia sono una decina quelli che hanno diritto, come le “storiche” Onde di Palermo, Thamahia a Catania ma poi ci sono anche tutta una serie di altre piccole associazioni che in genere usufruiscono di questi finanziamenti, suscitando spesso qualche malumore e appelli a vigiliare maggiormente su chi effettivamente beneficia dei fondi, anche per evitare di polverizzare fondi affidandole a strutture senza operatrici adeguatamente formate e vanificando così l'obiettivo finale: aiutare le donne.

“In effetti sarebbe il caso di monitorare queste attività nei vari territori - spiega Carmen Currò, presidente emerita del Cedav che ha contribuito a fondare e a far crescere - perchè è opportuno, se davvero si vogliono ottenere risultati, che le risorse  vengano destinate a chi svolge attività continuativa e competente. Sugli sportelli, in particolare, chiediamo maggiori controlli mentre sono necessarie altre case ad indirizzo segreto perchè attualmente sono pochissime ed insufficienti. Sarebbe poi il caso di chiarire cosa si intende per fondo di solidarietà e spese di gestione per evitare sperpero di denaro pubblico in un confronto con i centri che già operano in Sicilia”. 

In baso a quanto comunicato dalla Regione, le risorse saranno destinate per una parte (ottocentomila euro) a contribuire alla gestione e al potenziamento dei centri antiviolenza già esistenti; un altro milione e centomila euro servirà alla creazione del Fondo di solidarietà per le spese di gestione e, in parte, al pagamento delle rette di ricovero; infine un altro milione verrà utilizzato per il potenziamento di trentuno sportelli di ascolto e per l'istituzione di quindici nuove strutture di accoglienza a indirizzo segreto e per l'implementazione dei servizi.

«All'interno del Piano approvato dalla Giunta - spiega l’assessore Scavone - particolare attenzione è stata inoltre rivolta al sostegno psicologico, educativo e legale da offrire alle donne vittime di violenza che spesso vivono la loro situazione di disagio in una condizione di assoluta solitudine».

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