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Esperti a Giardini su smog e cambiamenti climatici: "Effetti sulla pelle, più dermatite atopica"

A puntare i riflettori sul tema sono i dermatologi della Sidemast, Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, riuniti per il 98° Congresso nazionale

Inquinamento, cambiamenti climatici e i loro effetti sulla pelle. Una connessione ormai dimostrata da diversi studi che evidenziano, in particolare, un aumento della dermatite atopica per l'esposizione agli inquinanti. A partire da quella delle future mamme, che favorisce i rischi di sviluppo della malattia entro i primi sei mesi di vita del neonato. A puntare i riflettori sul tema sono i dermatologi della Sidemast, Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, riuniti per il 98° Congresso nazionale in corso a Giardini Naxos (Messina) fino al 31 maggio. Per ridurre il rischio di sviluppo e aggravamento delle patologie della cute, dicono gli specialisti, "occorrono strategie di politiche ambientali che limitino l'utilizzo dei combustibili fossili, promuovano pratiche di gestione sostenibile del territorio riducendo la quantità di inquinamento atmosferico e prevedano l'installazione di dispositivi di filtraggio dell'aria negli ambienti indoor".

"E' noto - afferma Luca Stingeni, presidente del Congresso nazionale Sidemast - che variabili climatiche come la temperatura, l'umidità dell'aria, il carico di pollini e l'esposizione ai raggi Uv influenzino i segni e i sintomi della dermatite atopica. Ma più recentemente, l'inquinamento ambientale è stato segnalato come fattore di induzione o aggravamento della patologia atopica attraverso molteplici meccanismi biologici. Tra questi, la formazione di radicali liberi dell'ossigeno, lo stress ossidativo, la compromissione della barriera cutanea e una risposta infiammatoria".

Considerando che la cute rappresenta l'organo più esteso del corpo umano e funge da barriera tra l'organismo e l’ambiente esterno, il costante contatto con l'ambiente e gli inquinanti atmosferici può danneggiare direttamente la funzione di barriera cutanea e alterare l'omeostasi, vale a dire il processo che tende a mantenere stabili le condizioni interne all'organismo. Questa alterazione contribuisce allo sviluppo e all'esacerbazione delle malattie cutanee, tra le quali la dermatite atopica. In particolar modo, la cute dei soggetti che ne sono affetti è maggiormente sensibile se esposta a ossido di azoto, ozono e idrocarburi policiclici aromatici.

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