Fabiola, a Filicudi la più giovane direttrice delle Poste: "La mia vita nell'isola? Una eterna avventura"

Nel suo ufficio una antica macina e tra i suoi clienti anche un coniglio selvatico. La giovanissima "pendolare" delle Eolie si racconta: "Coi residenti grande complicità, se non c'è il parroco si confessano da me". Gli inconvenienti? "Si torna a casa solo se il mare lo vuole"

Fabiola Perrone

Donna, madre, lavoratrice, isolana e giovanissima. Fabiola Perrone, 27 anni eoliana, è la più giovane direttrice di ufficio postale in tutta la provincia di Messina.

La sua sede di lavoro è Filicudi, l’isola geologicamente più antica dell’arcipelago, un piccolo cono vulcanico famoso per i panorami sulle acque cristalline incorniciati da fiori di ginestra e pale di fichi d’india. Come per la sua terra, alla giovane direttrice il temperamento non manca: a soli 23 anni, dopo un breve periodo di affiancamento a Lipari, inizia a dirigere a giorni alterni le sedi di Alicudi e Filicudi, uffici mono operatore dove da sola si occupa di tutti i servizi postali e finanziari.

“Il mio percorso in Poste Italiane inizia con una telefonata un giorno di agosto di 4 anni fa – racconta Fabiola, originaria di Vulcano -. Avevo inserito il mio curriculum sul sito aziendale e dopo tempo sono stata contattata: cercavano risorse del luogo per ricoprire posizioni sulle isole minori. Ricordo che il giorno delle selezioni a Roma avrebbe coinciso con il mio viaggio di nozze ma mi ero detta disponibile a posticiparlo pur di non perdere questa occasione. Per fortuna mi è stata fissata un’altra data”.

Oggi Fabiola per lavoro si sposta giornalmente tra Lipari, dove è impiegata come sportellista, e Filicudi in qualità di direttrice di una sede di lavoro unica nel suo genere: l’ufficio postale sorge infatti intorno ad una macina usata anticamente dalla comunità per macinare il grano che arrivava dalla terra ferma.

Nel frattempo, nell’ultimo anno è arrivata una bambina che ha reso la vita di Fabiola da “pendolare tra le isole” ancora più sfidante: “Spostarmi ogni giorno con gli aliscafi e chiedere passaggio agli isolani al porto per arrivare all’ufficio postale è la mia routine. Per noi eoliani le isole sono come per un cittadino le frazioni. Nell’ultimo periodo però il mio lavoro quotidiano non si conclude col rientro a casa, anzi. Dopo un periodo di maternità ho ripreso a lavorare, soffrendo il distacco da mia figlia. Penso già a lei da grande, a quando dovremo spostarci per farle frequentare la scuola”.

A Vulcano non ci sono scuole superiori. A Filicudi, che dista 1 ora e mezza, è presente solo la classe elementare, il pane arriva via mare, manca una macelleria e non ci sono banche. Per i 300 residenti dell’isola è presente una guardia medica, la bottega, la chiesa e l’ufficio postale con l’Atm Postamat. “Quando il prete non c’è vengono a confessarsi da me – afferma la direttrice -. Il mio ufficio è un punto di ritrovo, la scusa per uscire di casa d’inverno, abbiamo anche il wifi gratuito e i residenti trovano sempre un buon motivo per venirmi a trovare”. Eppure gli episodi inconsueti su una piccola isola incontaminata non mancano. “In giro può capitare di incontrare diversi animali – precisa divertita Fabiola -, ma non avrei mai immaginato di ritrovarmi tra i miei clienti un coniglio selvatico proprio dentro l’ufficio postale. Con l’aiuto degli abitanti siamo riusciti a stanarlo e riportarlo in libertà”. O come quando il mare decide che da quell’isolotto non si può andar via e gli aliscafi restano fermi al porto. “Ricordo che una volta – prosegue – sono rimasta bloccata ad Alicudi per un’intera settimana. Non c’erano alberghi aperti e ho chiesto ospitalità a una ragazza del posto. Per fortuna il senso dell’accoglienza non ci manca”.

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Filicudi è uno scoglio in mezzo al mare, un’isola incontaminata, dove l’apporto dell’uomo è minimo e la sera si cammina per strada senza luci ma sotto un cielo sempre stellato. Le isole, si sa, o si amano o si odiano. Secondo Fabiola “la vera isola si vive d’inverno, quando resti solo ad affrontarla coi suoi mille difetti. Per chi non vi è nato è davvero difficile accettarla, perché devi adeguarti a lei e non viceversa. Io invece non ho mai pensato di abbandonarla”. 

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