Lunedì, 25 Ottobre 2021
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Avvocati in fuga dalla professione, Giacoppo: “La rincorsa al posto fisso è una sconfitta per tutti noi”

A tu per tu con il neo componente del Consiglio dell'Ordine in sostituzione di Maria Flavia Timbro: “La nostra professione messa in ginocchio dall'emergenza pandemica, spero non diventi un mestiere”. Le difficoltà ad operare in un distretto giudiziario dove mancano anche le misure di sicurezza strutturale e igienico-sanitarie e la caccia ai morosi

Tante morosità da recuperare, troppe difficoltà legate all’emergenza pandemica e l’aggravante di operare in un distretto giudiziario dove mancano anche le misure minime di sicurezza strutturale e igienico sanitaria.

“Quella dell’avvocato è una professione in grande difficoltà che spero non si trasformi in mestiere”, si sfoga Giovanni Giacoppo, da due giorni componente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Messina. L’insediamento è avvenuto ieri in sostituzione di Maria Flavia Timbro, che - pur non incompatibile - ha lasciato dopo la nomina alla Camera dei deputati in sostituzione dello storico sindacalista cigiellino Guglielmo Epifani, scomparso il 7 giugno scorso. 

La lettera della Timbro ai colleghi

L’avvocatessa messinese ha affidato a una breve e intensa lettera il suo saluto ai colleghi del Foro di Messina impegnandosi a rimanere “a disposizione del consiglio, di cui mi onoro di essere stata componente, per i progetti consiliari a cui ho preso parte e dei colleghi”. Timbro, le cui dimissioni erano state respinte ma reiterate vista la gravosità dell'impegno alla Camera, resterà impegnata nel ruolo di componente del Cpo della Corte d'Appello.

Al suo posto dunque, c’è adesso Giovanni Giacoppo, cassazionista, specializzato in diritto civile, bancario e  amministrativo, che ieri ha partecipato al primo consiglio dell’Ordine. 

“Spero di poter dare il mio piccolo contributo nel poco tempo che rimane prima del rinnovo del Consiglio, previsto per dicembre 2022 – spiega a MessinaToday – E’ un ruolo di grande responsabilità e che sento molto, nell’ottica della tutela degli iscritti in uno dei periodi più duri nella storia dell’avvocatura”.

A incidere in modo particolare anche la pandemia. “Il Covid – continua Giacoppo – ha avuto un impatto dirompente sulla nostra professione. Già il lockdown ci ha costretto a modificare il modo di lavorare, dovendo rinunciare in gran parte anche alle udienze in presenza”.

Le difficoltà aggravate dalla pandemia

Ma il Covid ha bloccato, indirettamente, anche il già lento recupero dei redditi degli avvocati che sta generando una vera e propria fuga dall’avvocatura. “A Messina sono sull’ordine delle centinaia le cancellazioni dall’Albo e le sospensioni - spiega Giacoppo -  Un fenomeno in crescita legato alla difficoltà di tanti colleghi a mantenere gli incarichi. Tanti preferiscono dunque il cosiddetto posto fisso. Una sconfitta per l’avvocatura, che spero possa trovare invece la strada per la ripresa”.

Una ripresa che passa anche dal rispetto di tutte le regole previste dal codice deontologico, compresa quella del versamento delle quote. Proprio negli ultimi mesi sono stati sospesi infatti nomi importanti dell’avvocatura per morosità accumulate negli anni e che non sono state sanate nonostante i ripetuti solleciti.

La caccia ai morosi "storici”

“L’Ordine degli avvocati sta già portando avanti un’importante azione di recupero crediti – spiega ancora Giacoppo - legata anche ad una necessità normativa e all’approvazione dei bilanci. Naturalmente, si tratta di situazioni diverse rispetto a quella dei colleghi con le difficoltà di cui parlavamo prima”.

Un consiglio dell’Ordine particolarmente attivo, dunque, che a Messina si confronta anche con le carenze strutturali. Proprio ieri, il presidente Domenico Santoro, ha investito i vertici giudiziari delle carenze igienico sanitarie documentando con foto i topi a spasso nel cortile degli uffici del giudice di Pace e del Tribunale del Lavoro. L’Ordine, che ha anche garantito la massima collaborazione per la soluzione della vicenda, ha precisato che valuterà la possibilità da parte dell’Avvocatura distrettuale di non far frequentare gli uffici ai propri iscritti finché non sarà risolta la questione.

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